Juventus-Napoli, probabile il 3-0 a tavolino. La Lega Serie A sbatte in faccia il suo regolamento a ASL e ministro della Salute

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 4 Ottobre 2020 20:39 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2020 21:16
Juventus-Napoli, probabile il 3-0 a tavolino. La Lega Serie A non tiene conto dei pareri di ASL Speranza

Juventus-Napoli, probabile il 3-0 a tavolino. La Lega Serie A non tiene conto dei pareri di ASL e Speranza (Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala nella foto di archivio dell’Ansa)

Juventus-Napoli è destinata a fare giurisprudenza, è probabile il 3-0 a tavolino per i bianconeri. La Lega Serie A non ha tenuto conto dei pareri di ASL e Speranza.

La Juventus si è presentata al campo, il Napoli no: si va verso il tre a zero a tavolino per i bianconeri. 

Infatti la Juve ha rispettato la procedura presentandosi regolarmente al campo, svolgendo le pratiche burocratiche con l’arbitro Doveri ed attendendo l’avversario per 45 minuti.

Trascorso questo intervallo di tempo utile per ottenere la vittoria per tre a zero a tavolino, i bianconeri hanno lasciato l’impianto sportivo tornando all’hotel.

Dal punto di vista del regolamento nulla da eccepire ma questa partita è destinata a fare giurisprudenza perché il Napoli voleva partire alla volta di Torino ma è stato obbligato a non farlo dalla ASL  locale.

La situazione sarebbe stata diversa se il Napoli non si fosse presentato di sua spontanea volontà. In quel caso il tre a zero a tavolino sarebbe stato inevitabile e nessuno ne avrebbe discusso.

Ricostruiamo la vicenda, passo dopo passo.

Sabato sia la Juventus che il Napoli hanno comunicato la presenza di loro tesserati positivi al Covid.

Il Napoli ha tre positivi, Zielinski, Elmas e un dirigente, mentre la Juventus ne ha due, tesserati che non sono né calciatori, né componenti dello staff tecnico.

Stando al regolamento, con meno di dieci tesserati positivi al Covid, una squadra può scendere in campo. Quindi sia il Napoli che la Juventus potevano disputare la partita.

Infatti il Napoli si era diretto all’aeroporto per raggiungere Torino ma è qui che ha inizio questo caso senza precedenti per la Serie A italiana.

Poco prima dell’imbarco, calciatori e staff tecnico del Napoli vengono bloccati dalla ASL campana.

Al Napoli viene vietato di recarsi a Torino ed a tutti i tesserati viene imposto di sottoporsi ad un periodo di isolamento domestico di 14 giorni.

A questo punto il Napoli si è messo subito in contatto con la Lega Serie A e con la Juventus per spiegare loro la situazione e per trovare una intesa per il rinvio della partita.

Niente da fare, ancor prima di rispondere privatamente, sia la Lega che la Juve hanno pubblicato dei comunicati per ribadire le loro intenzioni di far disputare la partita.

Lega e Juve si basano sul regolamento. Come detto, con meno di dieci tesserati positivi al Covid si deve giocare.

Una squadra può richiedere il rinvio della partita solamente se ha più di 10 tesserati positivi al Covid (vedi Genoa). 

Inoltre questo rinvio può essere richiesto solamente una volta. Se la stessa squadra dovesse avere di nuovo più di dieci tesserati positivi al Covid dovrebbe scendere comunque in campo o con i calciatori rimanenti o con giocatori delle giovanili.

Quindi nessuna squadra può richiedere due rinvii nel corso dello stesso campionato. Se la squadra dovesse rinunciare a presentarsi al campo, perderebbe tre a zero a tavolino.

Apprese le intenzioni di Lega e Juve, il ministro della Salute Speranza si è schierato fermamente contro la disputa della partita.

Riportiamo le sue dichiarazioni a Mezz’ora in più su Rai3.

“E’ già deciso che Juve-Napoli non si giocherà. Ma parliamo troppo di calcio, lo dico con rispetto anche nei confronti di un pezzo di economia del Paese: so che intorno al calcio ci sono interessi e tante persone che vanno rispettate. 

Le cose importanti in questo momento però sono altre: è il lavoro degli ospedali e dei sanitari e l’attenzione alle nostre scuole, che sono un punto fondamentale di ripartenza del Paese. Un po’ meno calcio e un po’ più scuola, se possibile”.

Sono contrario alle proposte di aprire gli stadi a migliaia di persone – ha aggiunto il Ministro -, questo esporrebbe le persone a un rischio vero.

Se dobbiamo correre un rischio perché le scuole riaprono sono d’accordo, ma se dobbiamo correrlo per portare decine di migliaia di persone allo stadio sono contrario.

E ‘ un rischio che non possiamo permetterci. Sono della linea della prudenza, che non significa non fare le cose, ma farle passo dopo passo. La linea della prudenza ci ha portato a una situazione che è migliore di altri Paesi”. 

Infine, su un eventuale stop al campionato di calcio, Speranza ha concluso: “Il Cts in tutta sicurezza ha disposto delle norme che consentono al campionato di andare avanti”.

Quindi per il ministro della Salute non bisogna giocare ma la Lega non la pensa così e lo ha fatto sapere attraverso un lungo comunicato.

“In relazione alla comunicazione formale ricevuta dalla SS Napoli Calcio la Lega Serie A chiarisce che il sistema di regole in vigore deve garantire massima tutela della salute per le persone coinvolte, parità di trattamento tra i vari club, nonché rispetto dei principi di lealtà sportiva. 

Nel merito è opportuno ricordare che la nota della ASL campana si è limitata a notificare il provvedimento ordinario di isolamento fiduciario nei confronti dei contatti stretti del giocatore Zielinski.

Nel caso di specie, invece, si applica il Protocollo Figc concordato con il CTS e integrato dalla Circolare del Ministero della Salute lo scorso 18 giugno, che recepisce il parere del CTS n. 1220 del 12 giugno 2020, che non è stato tenuto in considerazione neanche nella mail del vice capogabinetto del Presidente della Regione Campania”. 

“Tale norma di ordinamento statale a carattere speciale, applicabile alla situazione del Napoli che presenta due calciatori positivi al covid-19, è la stessa utilizzata più volte nel corso della stagione per permettere, a puro titolo di esempio, al Torino di affrontare l’Atalanta, al Milan di recarsi a Crotone o al Genoa di andare a giocare al San Paolo, e oggi all’Atalanta di scendere in campo contro il Cagliari.

Il protocollo prevede regole certe e non derogabili, che consentono la disputa delle partite di campionato pur in caso di positività, schierando i calciatori risultati negativi agli esami effettuati e refertati nei tempi previsti dalle autorità sanitarie.

Il Consiglio di Lega ha inoltre approvato un preciso regolamento da adottarsi in caso di positività plurime che possono portare al rinvio gare solo al verificarsi di determinate condizioni che, al momento, non si applicano al caso del Napoli, e non sussistono provvedimenti di Autorità Statali o locali che impediscano il regolare svolgimento della partita.

La “ratio” del protocollo resta, quindi, quella di consentire la disputa di tutte le partite e conseguentemente la conclusione regolare della Serie A TIM”.

Il tentativo disperato di De Laurentiis.

A meno di un’ora dalla partita, De Laurentiis è stato protagonista di un tentativo disperato.

Il patron azzurro ha chiesto per l’ennesima volta, e senza successo, il rinvio di Juventus-Napoli.

“Si osserva   come la ASL Napoli 2 Nord abbia precisato, anche alla luce della Circolare del Ministero della Salute del 18 giugno 2020, l’insussistenza delle condizioni per autorizzare la trasferta dei calciatori in isolamento a Torino, così come la ASL Napoli 1 Centro ha confermato la totale condivisione con quanto riferito dal Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale Campania secondo cui i “soggetti destinatari della nota ASL di data odierna sono tenuti a non allontanarsi dal domicilio”.

A fronte di tali evidenze, chiare e non interpretabili,  – continua De Laurentiis – vogliate prendere atto del fatto che la scrivente non è stata autorizzata ad effettuare la trasferta di Torino per determinazione degli enti pubblici preposti, peraltro ponendosi, detto eventuale comportamento (ossia la partenza per il capoluogo piemontese), in aperto contrasto con quanto a più riprese disposto dalle competenti autorità (soggetti, le ASL territoriali, come ribadito dal Ministero della Salute, infatti, aventi competenza esclusiva a gestire i casi di positività al COVID-19 e i possibili focolai)”.

“Alla luce di quanto sopra, si rinnova l’istanza, alla Lega Nazionale Professionisti Serie A, di voler disporre, senza ulteriore indugio, il rinvio della gara ad altra data, per determinazione delle competenti autorità, sanitaria e governativa, competenti”.

La nota del ministro dello Sport Spadafora.

“La vicenda Juventus Napoli ci impone ancora una volta un richiamo all’attenzione e alla prudenza di cui il Paese ha bisogno in un momento tanto delicato ed incerto.

Il protocollo proposto dalla FIGC e validato dal CTS ha provato a mettere in sicurezza il calcio italiano per consentire la ripartenza da tutti auspicata – continua –

È evidente però che la situazione generale sia divenuta nelle ultime settimane ancor più complessa, tanto da non lasciare immune neppure il mondo del calcio nonostante le rigide regole adottate.

Ed è per questo che, come è stato più volte chiarito sia nei verbali del CTS che nei DPCM, alle Autorità sanitarie locali è demandata una chiara responsabilità e una precisa azione di vigilanza.

Spetta ora agli organismi sportivi decidere sugli aspetti specifici del campionato, sia sulla decisione di stasera che su eventuali ricorsi futuri.

Sia però ben chiaro il mio richiamo a far prevalere l’interesse superiore della salute su qualsiasi altra logica o interesse di parte.

Questo auspicio lo ribadirò domani ai Presidenti di FIGC e Lega Serie A durante due incontri programmati da tempo ma che saranno l’occasione per ribadire l’impegno del Governo a tutela del mondo dello sport, di tutto lo sport, ma senza fingere di non vedere che siamo ancora in una situazione che non ci consente deroghe e sottovalutazioni”.

La nota del Comitato tecnico scientifico. 

“Il CTS, a proposito del caso dei calciatori positivi al contagio dal virus SARS-CoV-2, richiama gli obblighi di legge sanciti per il contenimento del contagio dal virus e ribadisce la responsabilità dell’Autorità Sanitaria Locale competente e, per quanto di competenza, del medico sociale per i calciatori e del medico competente per gli altri lavoratori”.

Agnelli replica a De Laurentiis: “Niente rinvio della partita, noi rispettiamo le regole”.

Il numero uno della Juventus ha respinto la richiesta di rinvio della partita di De Laurentiis.

La sua presa di posizione ai microfoni di Sky Sport è riportata da tuttojuve.com.

“Io non è che mi debba fare un’idea o non debba farmi un’idea, intanto sono qui oggi perché credo sia giusto e doveroso avere una nostra opinione.

Parliamo di argomenti tecnici, quindi ho qui con me Luca Stefanini, che è il nostro responsabile sanitario.

Credo che sia indispensabile fare un minimo di chiarezza perché abbiamo dei protocolli che sono molto chiari nelle situazioni come quelle che stiamo vivendo ed era anche prevedibile che sarebbe successo: quindi che cosa succede se si abbia nel famoso gruppo squadra un caso di positività al Covid.

In questo caso si applica il protocollo della Figc per quanto riguarda le partite in Italia che rimanda ad una  circolare del ministero della Sanità che è stata approvata dal Cts. Quindi si sa esattamente cosa si deve fare”

A parti inverse cosa avrei fatto? Sarei partito per Napoli. Come detto la Juventus rispetta il protocollo federale (fonti Ansa e Il Corriere dello Sport).