Juventus-Napoli, storia di rimonte e di scudetti persi incredibilmente

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 aprile 2018 18:18 | Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2018 18:18
Juventus-Napoli, storie di rimonte e di scudetti persi incredibilmente

Juventus-Napoli, storie di rimonte e di scudetti persi incredibilmente
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

ROMA – Mancano quattro giornate al termine del campionato più combattuto degli ultimi anni. La Juventus ha un punto di vantaggio sul Napoli ma deve fare i conti con un calendario decisamente più difficile che la vede in scena a Milano contro l’Inter e a Roma contro l’As Roma. Questi due club, nel corso della loro storia, hanno vinto, ma anche perso, scudetti al termine di rimonte tanto storiche quanto incredibili.

Quando la Juve venne beffata da Calori nel 2000

A otto partite dal termine del campionato, la Juventus di Carlo Ancelotti aveva nove punti di vantaggio sulla Lazio di Eriksson. Il suo tracollo venne avviato dalla sconfitta nello scontro diretto, 0-1 gol di Simeone, e completato dal ko di Perugia, quando Collina fece disputare la partita sotto un autentico acquazzone. Il match venne deciso da un gol di Calori.

 

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Quando la Juve vinse grazie a Gresko nel 2002

L’Inter di Cuper, aveva disputato da inizio stagione un campionato di vertice. Ma per colpa di un crollo finale, arrivò all’ultima giornata con un punto di vantaggio sulla Juventus e due sulla Roma. L’Inter, dopo essere passato in vantaggio, perso lo scudetto per colpa di una prestazione scadente di Gresko e di una sconfitta per 4-2 contro la Lazio allo stadio Olimpico.

Quando il Napoli venne superato a sorpresa dal Milan nel 1988

Il Napoli aveva quattro punti di vantaggio sul Milan e mancavano cinque partite al termine del campionato. La vittoria valeva due punti e non tre come oggi. Inspiegabilmente, il Napoli perse 4 delle ultime 5 partite e consegnò lo scudetto al Milan di Sacchi. Questo strano crollo, venne preso male dalla città di Napoli e molti accusarono la squadra di essersi venduto lo scudetto.

 

Napoli campione grazie alla fatal Verona

Il campionato 1989-90 fu vinto dal Napoli in maniera altrettanto incredibile: il Milan, dominatore della Serie A, cominciò a perdere colpi lasciando per strada punti nel derby e contro la Juve. Come ricorda la Gazzetta dello Sport con Giuseppe Di Giovanni, fu col pareggio di Bologna che si cominciò a decidere tutto: i rossoneri non passarono in Emilia, mentre il Napoli vinse a tavolino a Bergamo grazie a una monetina lanciati dagli spalti addosso ad Alemao (il giudice sportivo decise così nonostante le contestazioni).

 

A 4 giornate dalla fine, il Napoli era secondo in classifica a un punto dall’allora Milan capolista (esattamente come oggi, Napoli secondo a -1 dalla Juve). L’harakiri definitivo del Milan arrivò alla penultima contro il Verona (poi retrocesso). La fatal Verona consegnò l’ultimo grande acuto al Napoli di Maradona, che bissò il successo del 1987.

28 anni dopo il Napoli può completare una rimonta forse ancora più clamorosa di quella: Diego non c’è più, ma i 15mila che a Capodichino hanno accolto il Napoli dopo Torino non aspettano altro.