Juventus-Napoli vietata ai nati in Campania? La Questura smentisce, ma i bianconeri…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Agosto 2019 16:11 | Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2019 16:11
Juventus-Napoli vietata ai tifosi nati in Campania? La Questura smentisce, ma i bianconeri...

Juventus-Napoli, foto d’archivio Ansa

ROMA – Juventus-Napoli vietata ai tifosi (quindi anche della Juve) nati in Campania? La notizia è impazzata su internet la mattina di giovedì 8 agosto ma la questura di Torino ha smentito tutto.

Secondo le voci che giravano in mattinata la stessa questura avrebbe concordato il divieto di vendita dei tagliandi per la partita di campionato Juventus-Napoli, in programma il prossimo 31 agosto, a chi è nato in Campania. “La questura di Torino – si legge nella nota ufficiale – non ha mai concordato tale decisione con la società sportiva né intende condividerla”.

Mancano ancora tre settimane Juventus-Napoli, ma il big match di campionato in programma il 31 agosto all’Allianz Stadium ha già scatenato polemiche legate alle modalità di vendita dei biglietti. Tutto nasce dalla comunicazione da parte della Juventus del divieto di vendita dei tagliandi ai nati in Campania, non solo quindi ai residenti.

In una nota, la questura di Torino ha precisato di non avere “mai concordato tale decisione con la società sportiva né intende condividerla”. Sul proprio sito ufficiale, la Juventus ha replicato precisando che le restrizioni sulla vendita di biglietti “sono state comunicate, tramite posta elettronica certificata, agli uffici competenti in data 4 agosto alle ore 16”. “Le modalità di vendita dei tagliandi – sottolinea la Juventus – potrebbero subire variazioni, anche sostanziali, solamente a seguito delle determinazioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che non si è ancora riunito”.

Sui social però la polemica è divampata. “Stadio vietato a chi è nato in Campania? Forse la Juventus non se n’è accorta e ha applicato male un consiglio della questura di Torino”, scrive ad esempio Gad Lerner, per il quale tale annuncio costituisce “un gravissimo precedente di razzismo pratico applicato”. (Fonti Agi e AdnKronos).