Juventus prova d’orgoglio a Palermo e primo posto meritato

Pubblicato il 7 Aprile 2012 21:53 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2012 21:57

Quagliarella (LaPresse)

PALERMO – Dentro un cannolo siciliano, piu’ che in un uovo di Pasqua, la Juventus trova il primato, perche’ in un colpo solo sorpassa il Milan e mette una seria ipoteca sulla conquista dello scudetto 2011/12. Non poteva esserci Pasqua migliore per Conte e i suoi che a Palermo faticano piu’ del previsto, perche’ giocano male e perche’ trovano sulla propria strada una squadra votata al sacrificio, tenace, cocciuta e ostinata in una difesa a oltranza. La Juventus non e’ nella sua serata migliore, tuttavia l’harakiri casalingo dei rivali del Milan nella corsa al titolo ha il potere di scuoterla e di metterla nelle condizioni di non poter fallire l’appuntamento con una vittoria che pesa una tonnellata e profuma di tricolore. Il fortino dei rosanero resiste solo 56′, poi crolla su calcio piazzato.

Cioe’, nel modo piu’ prevedibile: perche’ alla Juventus e’ stato chiuso ogni varco e perche’ i ragazzi mandati in campo da Mutti hanno veramente gettato il cuore oltre l’ostacolo. La situazione sembrava grave, ma non seria (per dirla alla Flaiano), alla fine del primo tempo, ma era fin troppo facile prevedere che il gol sarebbe arrivato. In un modo o nell’altro.

Il Palermo non aveva frecce al proprio arco e Mutti ha risposto come poteva: con l’unica formazione possibile e con un paio di elementi (Migliaccio e Pisano) costretti a stringere i denti. Mancano cinque titolari: Balzaretti, Mantovani, Silvestre, Donati, Hernandez, e due panchinari, che spesso vengono pero’ impiegati (Aguirregaray e Bertolo), fra in infortuni a squalifiche.

E’ un Palermo tutto grinta, cuore, catenaccio, roba da far rabbrividire il paron Rocco, e l’imbattuta corazzata bianconera per 56′ non riesce a stanare gli avversari, che creano una linea Maginot insuperabile, una rete fittissima, assolutamente inestricabile, che offusca le idee e toglie il respiro agli avanti avversari (come conferma la scarsa lucidità’ al tiro) La Juventus conclude una decina di volte, spesso non trova la porta, in talune circostanze ci pensa Viviano a tenere a galla il Palermo: apre le danze un cross di Vidal (9′), sul quale Vucinic arriva in ritardo; prosegue lo stesso Vucinic, con una ‘telefonata’ dai 25 che Viviano ferma senza paura.

Al 13′ sembra fatta: Estigarribia per Quagliarella, che entra in area e fallisce chissa’ come il bersaglio. Passano 3′ e Vucinic sfrutta un’amnesia difensiva Viviano-Munoz, senza pero’ inquadrare la porta. Pallonetto di Vucinic al 20′, che pesca in area Caceres, ma l’ex Siviglia calcia fuori, dando l’impressione del gol.

Poco prima della mezz’ora una scorribanda di Chiellini nell’area del Palermo si conclude con un cross che attraversa l’area senza che nessuno riesca a spingere il pallone in rete. Al 32′ ci prova pure Pirlo, ma Viviano fa muro. Il primo tempo si chiude con un tiraccio di Barreto (il primo del Palermo) che al 46′ impegna Buffon in una facile parata. Ripresa: pronti, via e, dopo soli 11′, la Juventus fa breccia con una deviazione di testa di Bonucci che risulta vincente, su angolo di Pirlo. Viviano non puo’ nulla, il pallone carambola sul palo e s’insacca. Mutti inserisce Budan e allenta la morsa difensiva, tant’e’ che la Juventus prima sfiora il gol con Pirlo (respinge Viviano), quindi chiude i conti con una bella triangolazione Quagliarella-Matri-Quagliarella, conclusa da quest’ultimo con un interno sinistro molto tagliente sul quale Viviano si arrende.

Peccato, perche’ Miccoli, poco prima, aveva sfiorato il gol nell’unica occasione avuta a disposizione, con un tiro rasoterra che attraversa l’area della Juventus, da destra a sinistra, ma non trova nessuno in grado di correggere la traiettoria. Ci aveva provato anche Migliaccio, solo in area, ma non aveva trovato il pallone di testa. Finisce in gloria per la Juve e ‘scudetto’ da oggi non e’ piu’ una parola impronunciabile all’ombra della Mole. .