I giudici: “A Conte è andata bene”. Ipotesi illecito, più di “omessa denuncia”

Pubblicato il 23 agosto 2012 17:09 | Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2012 17:10
antonio conte

Antonio Conte (foto Lapresse)

ROMA – Ad Antonio Conte “è andata bene”: mentre l’allenatore della Juventus spara a zero sui giudici, la Corte di Giustizia federale della Figc spiega che il tecnico rischiava ancora di più. Infatti, c’è scritto nelle motivazioni della sentenza di condanna di Conte, il reato poteva essere considerato più grave dell’omessa denuncia. Conte, spiegano i giudici, rischiava l’incriminazione per illecito sportivo per non aver convocato l’attaccante Mastronunzio per Albinoleffe-Siena, una delle partite indicate da FIlippo Carobbio come “combinate”. Mastronunzio, secondo il racconto di Carobbio, si sarebbe rifiutato di “combinare” la gara. Lo stesso Carobbio, dice la Corte, non può essere “considerato mitomane”.

A proposito della vicenda di Mastronunzio, la Corte scrive: ”La predetta decisione (della quale peraltro Conte non ha fornito motivazioni credibili…) poteva in effetti essere oggetto di valutazione anche in termini di contributo, causale idoneo e finalizzato all’alterazione della gara, efficiente rispetto all’accordo gia’ raggiunto mediante un’attivita’ posta in essere fin dal termine del girone di andata”.

”In tal senso – prosegue ancora la motivazione – non risulta altrimenti spiegabile la decisione dell’allenatore di non convocare il giocatore Mastronunzio neanche tra le riserve per le ultime gare di stagione”. Il mancato impiego di tale calciatore, che aveva espressamente rappresentato la propria conrtarieta’ ad agevolare la vittoria dell’Albinoleffe costituisce, quantomeno potenzialmente, un possibile contributo causale idoneo e finalizzato ad assicurare l’effettiva alterazione del risultato”

Secondo la Corte, poi, Filippo Carobbio, uno dei pentiti del calcioscommesse e l’uomo attaccato da Conte nella conferenza stampa di Vinovo, non è un “mitomane” e non merita “l’etichetta di ‘bugiardo incallito’ ma nemmeno quella di ‘assoluta credibilità’, per come affermato dalla Commissione Disciplinare Nazionale”. Le dichiarazioni di Carobbio devono “essere valutate oggettivamente prescindendo da quello che sembra un vero e proprio preconcetto, nel bene e nel male”.