Fatto Quotidiano: “Calcio scommesse. Conte non sapeva delle combine del Bari?”

Pubblicato il 12 settembre 2012 9:53 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2012 9:53

Antonio Conte (LaPresse)

BARI – In attesa della giustizia sportiva, quella penale prosegue le indagini sulle presunte partite truccate.
Antonio Conte,
allenatore della Juventus ed ex tecnico del Bari, è stato ascoltato giovedi’ scorso 6 settembre, in gran segreto, dalla Procura barese. Conte ha già avuto una squalifica di dieci mesi per un’omessa denuncia quando sedeva sulla panchina del Siena e aspetta la sentenza definitiva del Tnas che arriverà ad ottobre.

Ma questa volta, a Bari, è stato convocato come persona informata sui fatti e non come indagato.

Conte è  stato sentito nella caserma dei Carabinieri di Monopoli, ad una cinquantina di chilometri dal capoluogo.   Secondo quanto riportato da “Il Fatto Quotidiano”,   Conte ha risposto per circa quattro ore alle domande del procuratore della Repubblica, Antonio Laudati, del sostituto procuratore Ciro Angelillis e del comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Bari, Riccardo Barbera affermando di non sapere nulla sulle combine da parte dei calciatori del Bari che quindi avvenivano a sua insaputa.

Le partite oggetto d’indagine sono Salernitana-Bari del 23 maggio 2009, finita 3-2 e Bari-Treviso dell’11 maggio 2008, finita 0-1, quando Conte era sulla panchina biancorossa.

La convocazione dell’allenatore rientra nella seconda tranche di interrogatori disposti dalla Procura di Bari per accertare presunte partite truccate nel campionato di serie B 2008-2009, sulla base delle ultime dichiarazioni fatte prima alla Procura federale, poi agli inquirenti baresi, dagli ex giocatori del Bari, Andrea Masiello e Vittorio Micolucci.

In particolare Conte è stato tirato in ballo in un fax inviato da Micolucci al procuratore federale, Palazzi, in cui avrebbe riferito di altre partite truccate dei due campionati nei quali sulla panchina del Bari c’era Conte. Ma il riferimento a Conte, secondo il legale di Micolucci, l’avvocato Daniela Pigotti, sarebbe stato frainteso.

”Quello a Conte è stato un puro riferimento cronologico – ha chiarito il legale a margine dell’interrogatorio di Micolucci, il 7 agosto scorso a Bari -. Micolucci all’epoca ha semplicemente fatto un riferimento temporale, dicendo che ‘nell’anno in cui allenava Conte mi risulta che…’ come dire l’Inter di Mourinho o la Roma di Luis Enrique”.

Il Fatto Quotidiano sottolinea come Antonio Conte:

“…se i giocatori delle squadre che guida (vedi Siena, vedi Bari) taroccano le partite sotto i suoi occhi, vendendo la partita agli avversari e dividendo i soldi nello spogliatoio – e non una o due volte, ma una dozzina almeno – lui, Antonio Conte, non si accorge di nulla. Se invece la notizia – come nell’ultima giornata del campionato di Serie B 2006-2007 – che in una partita giocata a 400 km di distanza si è verificato un risultato imprevisto (la Juventus perse 3-2 in casa contro lo Spezia condannando il suo Arezzo alla retrocessione) che lo danneggia, allora i suoi radar scattano potenti e lui denuncia: si è trattato di un tarocco fatto apposta per danneggiare lui e la sua squadra. Perchè il calcio è marcio”.

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