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Juventus-Roma 3-0, bianconeri a +8 sui giallorossi: è fuga per lo scudetto

Juve, è fuga per lo scudetto: 3-0 alla Roma (LaPresse)

Juve, è fuga per lo scudetto: 3-0 alla Roma (LaPresse)

ROMA – La Juventus  ha stravinto per 3-0 la sfida scudetto contro la Roma e ha consolidato il suo primato in classifica portandosi a +8 sui giallorossi.

Partita senza storia. La Roma è durata solamente quindici minuti, il tempo impiegato dalla Juve per passare in vantaggio con il solito Arturo Vidal, dimenticato da Miralem Pjanic e tenuto in gioco da Mehdi Benatia.

Inesistente la reazione da parte dell’undici di Rudi Garcia e la Juventus nella ripresa ha chiuso i giochi con Leonardo Bonucci, dimenticato dalla difesa della Roma su una punizione di Pirlo, e con Mirko Vucinic, rete su un rigore propiziato da un fallo di mano di Leandro Castan.

Roma che ha perso la testa e che ha chiuso in nove uomini per i cartellini rossi a Daniele De Rossi, brutta entrata su Giorgio Chiellini, e a Leandro Castan, mano sulla linea di porta di Morgan De Sanctis.

Negli anticipi del pomeriggio, scialbo pareggio tra Chievo e Cagliari (0-0) e vittoria della Fiorentina nel derby toscano contro il Livorno (1-0) grazie ad una rete del ‘difensore bomber’ Gonzalo Rodriguez.

JUVENTUS-ROMA 3-0, gol: Arturo Vidal 16′, Leonardo Bonucci 48′ e Mirko Vucinic su rigore 77′. Espulsi De Rossi 75′ e Castan 77′  

La Juve travolge la Roma 3-0 allo Juventus Stadium, vola a + 8 sui giallorossi in classifica e mette una seria ipoteca sul terzo scudetto consecutivo dell’era Conte quando non siamo neanche alla fine del girone di andata.

Vidal, Bonucci e Vucinic firmano la decima vittoria di fila dei bianconeri in campionato, la sedicesima in 18 partite, la nona in casa in altrettante partite.

Lo strapotere bianconero è tutto nei numeri, Roma che perde l’imbattibilità e nel finale anche la testa visto che chiude in nove per le espulsioni di De Rossi e Castan.

Prima della partita, grande emozione allo Juventus Stadium per il saluto ai tifosi bianconeri di David Trezeguet. Conte recupera tutti i titolari, in campo dall’inizio anche Barzagli, Pirlo e Tevez. Nella Roma, Garcia schiera un tridente composto da Totti, Ljajic e Gervinho con Destro che entrerà a partita in corso.

Primo tempo spettacolare, giocato a ritmi altissimi. Parte meglio la Roma, al 4′ Totti si procura una punizione dal 25 metri che Pjanic calcia sulla barriera.

Dopo due minuti, Bonucci sciaguratamente perde palla sulla trequarti giallorossa: micidiale il contropiede con Totti che manda in porta Ljajic, decisivo il salvataggio di Buffon in angolo. Alla prima occasione però la Juve passa: al 17′ Tevez si incunea in area e serve nello stretto Vidal che da due passi batte De Sanctis.

Poco dopo l’Apache ha anche l’occasione del raddoppio, ma da due passi sbaglia l’appoggio per Llorente solo a centro area. Roma che prova subito a reagire, è Pjanic due volte ad impensierire Buffon con altrettante conclusioni velenose respinte dal portiere bianconero.

Ancora Buffon è bravo nel deviare un sinistro dalla distanza di Dodò. La partita si scalda,  nel giro di pochi minuti vengono ammoniti Tevez, Chiellini e Gervinho. La Juve cresce e si rende pericolosa con un tirocross di Tevez dalla destra che non trova nessuno all’appuntamento con il gol. Al 39′ ci prova Llorente dai venti metri, palla di poco alta sopra l’incrocio dei pali.

Pronti via e dopo soli 3′ del secondo tempo la Juve raddoppia: punizione chirurgica di Pirlo dalla sinistra, intervento in spaccata di Bonucci sul secondo palo e palla in rete.

Il gol arriva ancora dal lato di Dodò, bravo in fase di spinta ma troppo disattento in copertura. Garcia corre ai ripari, entrano Destro e Torosidis al posto di Pjanic e Dodò. Conte replica inserendo Vucinic al posto di un acciaccato Tevez.

Roma che esercita uno sterile possesso palla, la Juve si limita a controllare e a ripartire. A venti minuti dalla fine finisce la partita di Totti, subissato dai fischi dello Juventus Stadium, al suo posto dentro Florenzi.

Poco dopo finisce anche la gara di De Rossi, espulso da Rizzoli per un fallaccio su Chiellini lanciato in contropiede. Piove sul bagnato per i giallorossi, che restano in nove con l’espulsione di Castan per un folle fallo di mani in area. Dal dischetto Vucinic firma il il 3-0 che sancisce di fatto la fine della partita.

Conte concede la meritata standing ovation a Vidal inserendo Marchisio, poi toglie anche Llorente per Quagliarella. Il finale è solo un tripudio dei tifosi bianconeri che inneggiano già al terzo scudetto consecutivo.

Juventus (3-5-2) – Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Llorente

Roma (4-3-3) – De Sanctis, Maicon, Benatia, Castan, Dodò; Pjanic, De Rossi, Strootman; Gervinho, Totti, Ljajic

FIORENTINA-LIVORNO 1-0, gol: Gonzalo Rodriguez 66′

Il colpo di testa di Rodriguez e le parate di Neto decidono il derby toscano.

La Fiorentina batte 1-0 il Livorno, conquista la terza vittoria consecutiva e aggancia il Napoli alle spalle di Juventus e Roma. Successo sofferto per i viola, sconfitta che brucia per gli amaranto che recriminano per una traversa sullo 0-0, ma che nelle ultime sette partite hanno raccolto un solo punto.

Nel primo tempo poche emozioni, nella ripresa tutt’altra gara. Si comincia con Montella che sceglie il 3-5-1-1, in difesa schiera Roncaglia. A centrocampo Vargas e Cuadrado sono gli esterni, Pizarro in regia, Ilicic alle spalle di Rossi. Difesa a 5 per gli amaranto, con Rinaudo in mezzo al posto dello squalificato Emerson, Schiattarella e Mbaye esterni, quindi Greco trequartista al servizio di Paulinho.

Match tatticamente complicato per i viola che non trovano gli spazi per far saltare gli schemi difensivi di un Livorno attento e determinato e che dal 27 dicembre (prima squadra a tornare in campo dopo le vacanze di Natale) prepara il derby. Passa mezz’ora prima di vedere un tiro in porta, nello spazio di tre minuti ci prova due volte di sinistro Rossi, ma senza fortuna.

Nel finale Tagliavento vede un fallo di Schiattarella su Cuadrado e ferma Paulinho lanciato a rete, decisione dubbia e proteste amaranto. Salgono i ritmi nella ripresa, si parte col contropiede di Benassi al quale replica Cuadrado che impegna Bardi in angolo di sinistro. Partita viva, Bardi si supera sul colpo di tacco di Vargas, ma al 19′ e’ il Livorno ad andare vicino al gol con Mbaye che colpisce la traversa di testa.

Passano due minuti e, dopo un tiro di Rossi deviato in angolo, sul corner di Borja Valero e’ Rodriguez a sbloccare il risultato di testa. La sfida si accende, Rossi abbandona il campo dopo una dura entrata di Rinaudo (ammonito). Il Livorno non molla e, al 32′, Rodriguez salva su Paulinho, poi e’ Neto a dire no a Benassi, ripetendosi anche al 37′ sul gran destro del livornese.

Finisce 1-0, la Fiorentina aggancia il Napoli (domani impegnato con la Samp), gli amaranto escono dal Franchi a testa alta, ma pericolosamente penultimi.

 Fiorentina (3-5-2): Neto, Roncaglia, Gonzalo Rodriguez, Savic, Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Vargas, Ilicic, Rossi. A disp.: Munua, Tomovic, Compper, Ambrosini, Pasqual, Iakovenko, Vecino, Joaquin, Matias Fernandez, Matos, Wolski, Rebic.. All: Montella.

Squalificati: Nessuno. Diffidati: Pizarro, Compper. Indisponibili: Gomez, Hegazi, Vecino.

Livorno (3-5-2): Bardi, Valentini, Rinaudo, Ceccherini, Schiattarella, Luci, Benassi, Biagianti, Mbaye, Greco, Paulinho. A disp: Anaia, Aldegani, Gemiti, Decarli, Duncan, Piccini, Borja, Mosquera, Emeghara, Belingheri, Siligardi. All.: Nicola.

Squalificati: Emerson, De Lucia. Diffidati: Emeghara, Schiattarella, Greco, Coda.

Arbitro: Paolo Tagliavento della sezione di Terni. Assistenti Iannello e Marzaloni, giudici di porta Guida e Di Bello, quarto uomo Giachero.

CHIEVO VERONA-CAGLIARI 0-0

Finisce come doveva finire. A Verona Chievo e Cagliari concludono sullo 0-0 la prima sfida ufficiale del nuovo anno, ma il pareggio è il risultato perfetto per una sfida da dimenticare al piu’ presto. La domanda è retorica: è possibile fare gol se non si tira mai in porta? E se addirittura si sbaglia clamorosamente dal dischetto del rigore?

Veneti e sardi danno vita ad uno spettacolo avaro di emozioni, ma anche povero di spunti tattici e tecnici. Due allenatori, Corini e Lopez, che raccolgono probabilmente quello che vogliono con il minimo sforzo. Ma se il Cagliari allunga così la propria striscia positiva, può il Chievo essere soddisfatto di un misero punticino?. In questo momento assolutamente sì. Due squadre che hanno problemi, evidenti.

Il Cagliari deve recuperare la miglior condizione di alcuni giocatori fondamentali. Ibarbo è rientrato dopo l’infortunio, Cossu e Sau sono le pallide fotocopie dei giocatori ammirati sino a poco tempo fa. Lopez può sorridere pensando alla prestazione di Astori e, tutto sommato, anche a quella di Adan.

L’ex portiere del Real Madrid era al debutto al Bentegodi e se l’è cavata bene anche se di occasioni per mostrare il suo talento non ne ha avute molte.

Il Chievo è forse complice di un problema tattico evidente. Corini schiera il tandem Pellissier-Thereau, ma i due non si filano tatticamente. Solo quando Corini toglie il capitano e inserisce Paloschi ecco che la fase offensiva qualche accenno di risveglio lo mette in mostra. Il Cagliari ha la palla del match complice una distrazione di Cesar che in ritardo abbatte Pinilla. Sul dischetto va lo stesso attaccante cileno che calcia con violenza gettando il pallone ben al di sopra della traversa di Puggioni.

Questo il film di una partita disastrosa sotto il profilo dello spettacolo. La consolazione, per entrambe, la classifica. Il Cagliari lascia lontana la zona calda, della retrocessione; mentre il Chievo, dopo due sconfitte consecutive, torna a muovere la classifica e dopo il poker rimediato a Torino Puggioni ritorna a non subire reti.

Ma la strada verso la salvezza è ancora lunga. Per tutte e due, soprattutto alla luce della gara odierna. Poco gioco, poche idee. E un pareggio amaro.

Chievo Verona (5-3-2): Puggioni; Dainelli, Cesar, Sardo (53′ Sestu), Frey, Hetemaj; Rigoni, Dramè, Bentivoglio (82′ Radovanovic); Thereau, Pellissier (68′ Paloschi). A disposizione: Squizzi, Silvestri, Claiton, Lazarevic, Pamic, Estigarribia, Acosty, Papp, Ardemagni. Allenatore: Corini.

Cagliari (4-3-1-2): Adan; Pisano, Astori, Rossettini, Murru; Nainggolan, Conti, Ekdal (75′ Dessena); Cossu (71′ Cabrera); Sau (61′ Ibarbo), Pinilla. A disposizione: Avramov, Ibraimi, Perico, Del Fabro. Allenatore: Lopez.

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