Serie A: Lazio-Juventus 1-1 e Napoli-Chievo 1-1 (anticipi del sabato)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 gennaio 2014 23:15 | Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2014 23:17
Formazioni Serie A: Lazio-Juventus e Napoli-Chievo (anticipi del sabato). Antonio Conte nella foto LaPresse

Formazioni Serie A: Lazio-Juventus e Napoli-Chievo (anticipi del sabato). Antonio Conte nella foto LaPresse

ROMA – Frenano le big negli anticipi del 21° turno del campionato di calcio di Serie A.

La Juventus – in dieci uomini per gran parte dell’incontro per via dell’espulsione di Gianluigi Buffon – ha pareggiato 1-1 sul campo della Lazio, mentre il Napoli si è fatto imporre l’1-1 casalingo dal Chievo Verona.

LAZIO-JUVENTUS 1-1, gol: Candreva (rigore) 26′, Llorente 60′.  Buffon espulso 24′ 

Dopo 12 vittorie consecutive ed il ko patito in settimana contro la Roma in Coppa Italia è ancora lo stadio Olimpico a rallentare, pur se parzialmente, la corsa della corazzata Juventus. Un pareggio, quello con la Lazio di Reja, che deve essere preso con gioia dalla formazione di Conte. Sotto di un uomo e di un gol dal 25′ del primo tempo per l’espulsione di Buffon ed il seguente rigore trasformato da Candreva, la Juve soffre ma non perde mai la testa. Nella ripresa la ‘Signora’ colpisce cinicamente con Llorente e nel finale ringrazia pure la fortuna per la traversa colpita da Klose ed il palo timbrato da Keita. I biancocelesti, dal canto loro, offrono una prestazione generosa e convincente confermando il trend positivo sotto la guida di Reja, due vittorie e due pareggi. L’allenatore laziale conferma la fiducia a Berisha fra i pali escludendo Marchetti confinato alla panchina. Conte mette a riposo Pirlo. Dentro Pogba in mezzo al campo con Marchisio e Vidal mentre davanti torna la coppia Tevez-Llorente.

La prima conclusione della gara è di Vidal dopo otto minuti ma il tiro dalla distanza del cileno non inquadra la porta. Rischio decisamente maggiore quello corso dai bianconeri al 14′. Buffon riceve un retropassaggio da Barzagli e tenta un audace dribbling su Klose, il tedesco in scivolata gli ruba la palla ma non riesce ad inquadrare la porta. La serata da incubo del portiere della Nazionale prosegue, e si conclude, al 25′.

Perfetto lancio in profondità di Konko per Klose che elude la trappola del fuorigioco (colpevole Ogbonna, ndr) e si presenta davanti a Buffon. In uscita bassa disperata l’estremo difensore ospite lo aggancia causando rigore ed espulsione. Dal dischetto Candreva spiazza Storari, entrato al posto di Asamoah, e porta avanti la Lazio per il delirio dell’Olimpico. La Juve risponde all’inferiorità numerica con il piglio della capolista. Al 34′ Llorente si divincola dalla marcatura di Dias e gira il pallone verso la porta biancoceleste ma Berisha non fa rimpiangere Marchetti guadagnandosi la sua dose di applausi. Prima dell’intervallo c’è ancora tempo per una protesta laziale, mano di Bonucci in area su tocco di Hernanes, ma l’arbitro Massa valuta l’involontarietà del gesto e lascia proseguire.

La ripresa inizia con la Juve avanti. La Lazio però chiude tutti gli spazi è riparte in velocità come al 13′ quando Candreva dalla destra, al termine di una bella azione corale, lascia partire una conclusione che si perde alta sopra la traversa. Due minuti dopo arriva però la doccia fredda per la Lazio. Discesa sulla destra dell’ex Lichtsteiner e cross in mezzo dove Llorente svetta su Biava e di testa batte Berisha con una precisa palombella. Il pareggio della Juve è la miccia che accende la partita. Al 17′ Tevez va molto vicino a ribaltare completamente il risultato. Un minuto dopo è Hernanes a far sussultare il tifo biancoceleste con un tiro sul secondo palo sul quale Klose in spaccata non arriva alla deviazione. Al 25′ ci prova Candreva ma la conclusione dell’esterno si perde sul fondo. Sul ribaltamento di fronte un tiro quasi a botta sicura di Tevez viene murato da Dias con il corpo. La partita resta apertissima e ricca di colpi di scena. Alla mezzora un potente colpo di testa di Klose su punizìone tagliata di Ledesma fa gridare al gol ma a strozzare in gola l’urlo di gioia al tifo biancoceleste è Storari che, di puro istinto, riesce a deviare la palla sulla traversa. Al 39′ Reja si gioca la carta Keita, fuori Candreva, e per poco il giovane gioiellino non trova una rete splendida. Conclusione a giro dal vertice destro dell’area di rigore e palla che si stampa sul palo sinistro della porta bianconera a Storari battuto. Al 45′ ci prova Biglia, uno dei migliori, ma la sfera finisce fra le braccia del portiere ospite. L’ultimo sussulto di una partita emozionante che rende onore al troppo spesso vituperato calcio made in Italy.

LAZIO (3-4-2-1) – Berisha; Biava, Cana, Dias; Cavanda, Ledesma, Biglia, Konko; Candreva, Hernanes; Klose
A disposizione: Marchetti, Strakosha, Pereirinha, Novaretti, Ciani, Crecco, Vinìcius, Gonzalez, Felipe Anderson, Floccari, Keita, Perea

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Ogbonna; Lichtsteiner, Vidal, Marchisio, Pogba, Asamoah; Tevez, Llorente.
Allenatore: Conte.
A disposizione: Storari, Rubinho, Caceres, Peluso, Pepe, Pirlo, Padoin, Isla, Giovinco, Quagliarella

NAPOLI-CHIEVO VERONA 1-1, gol: Sardo 19′, Albiol 87′ 

Il Chievo sfiora il colpaccio e soltanto a tre minuti dalla fine il Napoli, una squadra dal gioco involuto e scontato, raggiunge il pareggio. I veronesi per lunga parte della partita sono padroni del campo. Trovano il gol al 17′ del primo tempo e poi mandano in scena un copione semplice e redditizio.

Il gioco è elementare per chi voglia mettere in difficoltà il Napoli. Basta piazzare nove e a volte dieci uomini dietro la linea della palla e chiudere tutti gli spazi ai limiti della propria area di rigore per mandare in confusione gli azzurri. Il resto lo deve fare il contropiede.

Un contropiede manovrato ma veloce che quando riesce a dispiegarsi sulla fascia destra è ancora più pericoloso e redditizio perchè sfrutta la debolezza principale del Napoli che è concentrata sul lato sinistro della difesa. Reveillere e statico, Britos è legnoso. In queste condizioni Terheau o Paloschi, dialogando con Sardo, riescono ad entrare negli spazi giusti e a creare i presupposti per un’azione pericolosa. Il Napoli non ha la possibilità di creare quasi mai superiorità numerica perchè gli manca l’uomo giusto, con lo scatto bruciante.

Qualche volta ci prova Mertens, ma quando il belga indirizza la palla a centro area, si trova di fronte un mare di maglie gialle d una scarsa presenza di maglie azzurre.

Questo perchè Callejon ed Hamsik seguono poco e male, e comunque mai fino in fondo, gli sviluppi dell’azione offensiva. La partita va avanti su questa falsariga anche nel secondo tempo quando il carattere del Napoli mostra limiti imprevisti. Gli azzurri non riescono neppure ad attaccare a testa bassa, a chiudere gli avversari nella propria area di rigore. Invece, con la difesa dei veronesi bloccata, girano sempre intorno senza idee e senza forza di volontà.

Non è un caso che le uniche azioni pericolose dei partenopei vengano da conclusioni dalla distanza di Mertens che in due occasioni, la seconda su calcio di punizione, colpisce il palo. Nel finale di gara, su azione manovrata Insigne conclude con un tiro sulla parte alta della traversa. A tre minuti dalla fine arriva, propiziato da un rimpallo, il gol di Albiol. Poi più nulla. La frenata del Napoli è evidente, non tanto nel risultato quanto nella capacità di esprimere un gioco convincente. Ma non c’è neppure il tempo per riordinare le idee. Medrcoledì sera al San Paolo scende in campo la Lazio nei quarti di Coppa Italia. Benitez deve fare in fretta a trovare gli stimoli giusti per innescare una reazione.

Napoli (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Britos, Reveillere; Inler, Dzemaili; Callejon, Hamsik, Mertens; Higuain. A disposizione: Reina, Colombo, Cannavaro, Uvini, Radosevic, Bariti, Jorginho, Insigne, Pandev, Zapata. Allenatore: Rafael Benitez
Chievo (3-5-2): Puggioni; Frey, Dainelli, Cesar; Sardo, Bentivoglio, Rigoni, Hetemaj, Dramè; Thereau, Paloschi. A disposizione: Squizzi, Silvestri, Claiton, Papp, Mbaye, Radovanovic, Lazarevic, Esrtigarribia, Sestu, Acosty, Pellissier. Allenatore: Eugenio Corini.