Juventus

Serie A: Milan-Juventus 0-2, Fiorentina-Lazio 0-1 e Livorno-Napoli 1-1

Fuga scudetto per la Juve di Tevez (Ansa)

Fuga scudetto per la Juve di Tevez (Ansa)

ROMA –  Serie A, posticipi della 26° giornata. 

Fuga scudetto per la Juventus. La squadra di Antonio Conte ha vinto 2-0 contro il Milan e si è portata a +11 sulla Roma.

Nelle altre partite della serata il Napoli si è fatto raggiungere a Livorno (1-1) e la Lazio è passata sul campo di una Fiorentina rimaneggiata (1-0).

Risultati e marcatori.

MILAN-JUVENTUS 0-2, gol: Llorente 43′, Tevez 67′   

La Juventus vince 2-0 a San Siro contro il Milan, ipoteca lo scudetto e porta a 11 punti il proprio vantaggio sulla Roma, seconda in classifica. Il Milan di Clarence Seedorf cresce, gioca bene ma, come nella sfida contro l’Atletico, viene sconfitto questa volta da una Juventus non particolarmente brillante, ma brava ad approfittare delle occasioni e a chiudere la partita con la freddezza delle grandi squadre. La coppia d’attacco Tevez-Llorente non tradisce le aspettative e sospinge la propria squadra verso il titolo di campione d’Italia. Il Milan – almeno all’inizio – dà l’impressione di potersela giocare alla pari: nel primo tempo macina gioco e domina ma non riesce a trovare il gol e anzi al 44′ subisce la beffa con la rete di Llorente.

Seedorf deve fare i conti con l’assenza di Balotelli sostituito più che degnamente da un ottimo Pazzini, calato alla distanza. Il modulo (4-2-3-1) non cambia e soprattutto l’atteggiamento è quello giusto: volitivo, aggressivo, travolgente. La Juventus sembra legata, tanti errori e molta approssimazione. La partita è bella, aperta, avvincente e tiene con il fiato sospeso i quasi 80 mila accorsi a San Siro per una sfida classica del calcio italiano. Il Milan parte alla grande con Pazzini in evidenza al 9′ e al 12′. Gioca bene Emanuelson che cerca il gol con un sinistro al volo. Si vedono poco Llorente e Tevez: l’argentino – al 16′ – non riesce a sorprendere Abbiati.

Al 19′ la migliore occasione per i bianconeri con il portiere rossonero che – di piede – salva su un destro ravvicinato di Lichtsteiner. Il Milan è pericoloso con Pazzini che non riesce a sfruttare un cross basso di Abate. Poco dopo, al 26′, i rossoneri vanno vicinissimi al vantaggio con Kaka’ che colpisce una prima volta ma Buffon respinge. La palla torna al brasiliano che la piazza, salva Bonucci sulla linea. Al 32′ altra clamorosa palla gol di Poli. Il Milan dà l’impressione di poter passare: ci prova Montolivo di destro, su errore di Barzagli non ne approfitta Taarabt, in mischia Rami non trova la deviazione vincente, ancora Pazzini si gira bene in area ma Buffon para.

Sul finire del primo tempo, Kaka’ cerca il destro a giro con Buffon che respinge, arriva Poli, manda alto e fa arrabbiare Pazzini. Al 44′ – con il Milan padrone del campo – arriva il gol della Juve: sbaglia Rami, la palla finisce a Marchisio che aggira Abbiati e tocca per Tevez; sponda per Lichsteiner che – da destra – serve Llorente per il gol del vantaggio bianconero. La rete ha il sapore della beffa per un Milan davvero bello ma poco concreto. La Juventus e’ abile nel piazzare la zampata vincente.

I rossoneri non riescono a venirne a capo, manca l’ultimo passaggio. Il Milan avverte la stanchezza fisica e mentale, non approfitta degli errori come quello di Buffon che si avventura in un rischioso disimpegno. Kaka’ conquista il pallone per Poli che si scontra con Caceres ed è costretto a uscire in barella. Lo sostituisce Saponara: la partita però è segnata. Al 23′ colpo di genio di Tevez che batte Abbiati grazie a un magnifico destro da 25 metri. La Juventus controlla, il Milan prova al 28′ con Rami, al 33′ con Robinho, al 35′ con Emanuelson.

Tuttavia, la Juve potrebbe arrotondare il proprio vantaggio e costruisce un paio di occasioni mette: punizione di Pirlo alta di poco al 39′, palo di Pogba tre minuti dopo. Solo nei minuti di recupero, Robinho colpisce la traversa. La squadra di Seedorf non deve però demoralizzarsi: i progressi ci sono e i giocatori sembrano avere assimilato la filosofia di gioco dell’allenatore. Latitano ancora la cattiveria e la precisione sotto porta.

In questo senso si avverte la mancanza di Balotelli, nonostante il Milan abbia giocato meglio senza di lui. In fondo, resta l’unico in grado di sparigliare una partita con un lampo da campione. La Juventus sa soffrire, resistere e cambiare faccia a una sfida difficile grazie ai suoi trascinatori, primi fra tutti i suoi attaccanti, Tevez e Llorente, grazie ai quali lo scudetto è ormai a un passo.

Milan (4-2-3-1): Abbiati; De Sciglio, Rami, Bonera, Emanuelson; De Jong, Montolivo; Taarabt, Poli, Kakà; Pazzini.
A disp.: Amelia, Gabriel, Mexes, Zapata, Abate, Zaccardo, Constant, Essien, Birsa, Honda, Saponara, Robinho, Petagna. All.: Seedorf
Squalificati: Muntari (1)
Indisponibili: El Shaarawy, Silvestre, Balotelli

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Tevez, Lllorente. A disp.: Storari, Rubinho, Chiellini, Ogbonna, Isla, Padoin, Giovinco, Osvaldo, Peluso, Quagliarella. All.: Conte
Squalificati: Vidal (1)
Indisponibili: Vucinic.

 

LIVORNO-NAPOLI 1-1, gol: Mertens 30′ Mbaye 32′.  

Non c’è Higuain là davanti e si vede. Il Napoli spaventa il Livorno praticamente solo nel primo tempo, poi quando nella ripresa si fanno sentire le fatiche di Europa league sono gli amaranto a tenere maggiormente in apprensione la retroguardia azzurra, mentre davanti l’assenza del ‘Pipita’ si fa sentire oltre misura: nè Pandev, nè Callejon sono la prima punta che serve per garantirsi tre punti in chiave-Champions.

Succede tutto nel primo tempo, quando il Napoli è più brillante e il Livorno che, visti i risultati di giornata delle dirette concorrenti, sa che l’importante è non perdere. Ne scaturisce una partita dove gli azzurri spingono, senza mai accelerare troppo, e gli amaranto cercano di contenere. Pandev e Callejon, supportati da Hamisk, non riescono però a creare particolari apprensioni alla difesa toscana e il primo brivido arriva all’11’ solo per una deviazione di Mbaye che scheggia la traversa di Bardi e origina il primo corner del match. Il primo squillo del Napoli lo produce Mertens: sterzata improvvisa sulla corsia di sinistra e diagonale potente parato in due tempi da Bardi. Poi, al 31′, arriva il contestatissimo rigore che porta in vantaggio gli ospiti: Mbaye solo in mezzo alla sua area tocca di testa un pallone innocuo e innesca Pandev, leggermente sbilanciato da Emerson.

Per Mazzoleni è fallo e dopo un lunghissimo minuto di proteste dal dischetto va Mertens che spiazza il portiere livornese. Neppure il tempo di prendere le misure all’inerzia cambiata del match che il Livorno pareggia e questa volta il mezzo pasticcio lo combina il Napoli. Al 39′ spunto sulla sinistra di Mesbah e palla tesa radente in mezzo, deviazione sotto porta di Mbaye e palla respinta da Reina che carambola poi sulla schiena del portiere e finisce lentamente in fondo al sacco. Nella ripresa, il Livorno esce dagli spogliatoi più tonico, alza i ritmi e il Napoli fa più fatica a contenere gli avversari.

Paulinho e Belfodil, protagonisti di una partita di grande sacrificio nel primo tempo, ora si rendono anche pericolosi, mentre gli attaccanti azzurri perdono lucidità. Benitez prova a mischiare le carte e al 25′ toglie Pandev e inserisce Insigne, spostando Callejon più avanti come prima punta. Hamsik e Inler però a centrocampo perdono i duelli con gli avversari, il Livorno tiene e prova anche a spaventare gli avversari. Solo nel finale uno spunto di Insigne mette i brividi a Bardi:

al 41′ l’attaccante partenopeo si invola sulla sinistra e cerca Zapata (subentrato ad Hamsik) che per un soffio non trova la deviazione vincente a due passi dalla linea di porta. Finisce 1-1 e gioisce solo il Livorno che guadagna un meritato punto nella corsa salvezza.

Livorno (5-3-2): Bardi; Mbaye, Coda, Rinaudo; Ceccherini, Mesbah, Benassi, Emerson, Greco; Emeghara, Paulinho.
A disp.: Anania, Aldegani, Valentini, Castellini, Gemiti, Mosquera, Biagianti, Duncan, Borja, Belfodil. All.: Di Carlo
Squalificati: –
Indisponibili: Siligardi, Piccini, Luci

Napoli (4-2-3-1): Reina; Maggio, Fernandez, Henrique, Ghoulam; Inler, Jorginho; Callejon, Hamsik, Mertens; Pandev. A disp.: Colombo, Contini, Britos, Reveillere, Radosevic, Behrami, Bariti, Dzemaili, Insigne, Zapata. All.: Benitez.
Squalificati: Albiol (1), Higuain (1)
Indisponibili: Mesto, Zuniga, Rafael

FIORENTINA-LAZIO 0-1, gol: Canà 5′  

La Lazio dimentica le delusioni europee espugnando Firenze in uno dei due posticipi della 26/a giornata di Serie A. Una grande rete di Cana dopo pochi minuti permette ai biancocelesti di avere ragione di una Fiorentina scesa in campo con il dente avvelenato dopo le recenti polemiche arbitrali. La squadra di Montella, quest’ultimo in tribuna per squalifica, riesce a rendersi pericolosa solo nella seconda metà della ripresa contro una Lazio ordinata e sempre lucida. I viola sono costretti ad incassare così il secondo ko consecutivo tra le mura amiche dopo quello subito contro l’Inter. Sorridono invece i biancocelesti: la zona Europa League è solo più distante tre punti.

Nelle file viola è Ambrosini a fare le veci dello squalificato Borja Valero a centrocampo. In difesa, sulla fascia sinistra, si rivede Pasqual. Matri è l’unica punta davanti al duo Cuadrado-Joaquin, con Mario Gomez pronto a subentrare. Reja sceglie invece per il suo attacco Perea e lascia in panchina Klose, così come Mauri. Come annunciato nei giorni scorsi, i tifosi viola lasciano gli spalti del ‘Franchi’ vuoti per i dieci minuti iniziali, in segno di protesta. Perdendosi così il vantaggio fulmineo della Lazio. Sono passati appena cinque minuti quando Cana, approfittando di un pasticcio difensivo di Rodriguez sugli sviluppi di un corner, batte Neto con una gran acrobazia. E i biancocelesti potrebbero già raddoppiare un minuto dopo con un gran destro di Candreva: stavolta però il portiere di casa riesce ad intervenire, deviando in angolo. Ripresasi dall’avvio sprint dei biancocelesti, la Fiorentina gradualmente aumenta la pressione a caccia del pareggio. Manca, però, concretezza negli ultimi metri e la difesa di Reja ha buon gioco nel contenere. I ritmi non sono elevati e le emozioni scarseggiano. Prima dell’intervallo nuovo brivido per i viola salvati dalla traversa: a centrarla è Konko deviando il cross al bacio di Candreva dalla sinistra. Montella vuole stringere i tempi e getta nella mischia contemporaneamente Mario Gomez e Anderson.

Poi è Matri, opaco, a lasciare il campo per il giovane Wolski ma è la squadra capitolina ad andare vicinissima al raddoppio con una combinazione Onazi-Perea fermata in uscita da Neto. L’orgoglio della Fiorentina produce due ghiottissime occasioni, entrambe sventate da un Marchetti in versione saracinesca: il portiere biancoceleste prima è bravissimo sul sinistro da fuori area di Anderson, poi compie un intervento ai limiti del miracoloso sulla torsione di testa di Aquilani. L’ultimo brivido della sfida del ‘Franchi’ è portato da un rasoterra di Mati Fernandez, ma la palla scorre alla destra di Marchetti. La Lazio resiste all’assedio e torna a Roma con l’intera posta.

Fiorentina (4-3-3): Neto; Tomovic, G.Rodriguez, Savic, Pasqual; Mati Fernandez, Aquilani, Ambrosini; Cuadrado, Matri, Joaquin. A disp.: Rosati, Lupatelli, Roncaglia, Compper, Anderson, Bakic, Wolski, Ilicic, Vargas, Gomez. All.: Montella (squalificato)
Squalificati: Borja Valero (4), Pizarro (1), Diakite (1)
Indisponibili: Rossi, Rebic, Hegazi

Lazio (3-4-2-1): Marchetti; Biava, Novaretti, Radu; Cavanda, Ledesma, Biglia, Lulic; Mauri, Candreva; Klose. A disp.: Berisha, Strakosha, Ciani, Cana, Konko, Gonzalez, Onazi, Pereirinha, Anderson, Kakuta, Keita, Perea. All.: Reja
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Ederson, Postiga.

 

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