Parma, se fallisce Juventus ha tre punti in più della Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2015 14:58 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2015 14:58
Parma, se fallisce Juventus ha tre punti in più della Roma

Manenti nella foto LaPresse

ROMA – In caso di fallimento del Parma, e ritiro dal campionato, la Juventus sarebbe avvantaggiata nella corsa scudetto contro la Roma. Per la Juve un vantaggio: tre punti senza giocare, mentre la Roma con i ducali ha pareggiato. Ne parla Il Corriere della Sera con Fabio Monti.

“Per ora Parma-Udinese deve considerarsi una partita rinviata. Ma il vero problema è legato alle conseguenze che avrebbe l’esclusione del Parma da questo campionato. In sintesi: sarebbero validi tutti i risultati ottenuti sul campo nelle prime 23 giornate, mentre da questo momento al 31 maggio agli emiliani verrebbe sempre assegnata la sconfitta a tavolino (0-3).

Fin qui il Parma ha fatto punti contro Chievo (3), Inter (3), Cagliari (1), Fiorentina (3) e Roma (1) e ha già scontato una prima penalizzazione (1 punto). Se la squadra non è più in grado di giocare, sarebbero già sicuri dei 3 punti in classifica (in ordine temporale) Udinese, Genoa, Atalanta, Sassuolo, Torino, Inter, Juventus, Empoli, Palermo, Lazio, Cagliari, Napoli, Fiorentina, Verona e Sampdoria. 
Questo è possibile perché il Parma ha concluso regolarmente il girone di andata. Lo dice l’articolo 53 delle Noif (norme organizzative interne federali): «Qualora una società si ritiri dal campionato o ne venga esclusa per qualsiasi motivo durante il girone di ritorno, tutte le gare ancora da disputare saranno considerate perdute con il punteggio di 0-3». L’articolo 53 chiarisce anche che una squadra viene considerata esclusa alla quarta rinuncia. 
Se si dovesse concretizzare questa ipotesi, la Juve si ritroverebbe con due punti in più rispetto alla Roma: entrambe hanno vinto all’andata, ma i giallorossi hanno pareggiato al ritorno.

Non è mai accaduto che una squadra di serie A si sia ritirata per fallimento e questo conferma le grandi responsabilità di chi non ha vigilato all’interno dell’istituzione calcio, a cominciare dalla Lega di Milano. E questo nonostante la situazione del club avrebbe meritato grande attenzione, non soltanto per i 114 giocatori ceduti in prestito nella stagione 2013-2014 (22 in B, 60 in Prima Divisione, 32 in Seconda Divisione). 
Stupisce anche che la Lega di A non abbia previsto un paracadute provvisorio per evitare ad esempio lo sciopero degli steward, che ha costretto al rinvio della partita, nonostante la disponibilità dei giocatori. Il 19 marzo (o prima, se sarà possibile anticipare), il curatore fallimentare farà di tutto perché sia possibile portare a termine la stagione, anche se il campionato è già falsato. 
Un esercizio provvisorio permetterebbe di destinare tutte le entrate all’attività primaria della società, cioè quella calcistica. In questo caso, però, se i calciatori dovessero chiedere la messa in mora, la squadra finirebbe il campionato con la squadra Primavera. Altri club sono passati dal fallimento, a stagione in corso, ma era sempre stato possibile trovare una nuova proprietà; altri sono riusciti a chiudere il campionato, prima di ripartire dai Dilettanti (ultimi casi: Siena e Padova)“.