Juventus, mezza Italia ha tifato Ajax. L’altra quasi non si merita la Juve

di Lucio Fero
Pubblicato il 17 aprile 2019 8:58 | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2019 9:00
Juventus fuori dalla Champions, mezza Italia ha tifato Ajax. L'altra quasi non si merita la Juve

Juventus, mezza Italia ha tifato Ajax. L’altra quasi non si merita la Juve (foto Ansa)

ROMA- Juventus, mezza Italia ha tifato Ajax: è tanto vero quanto malcelato. Non è ufficiale ma è reale, da Roma a Napoli correva una riflessione ieri sera con ogni mezzo e piattaforma. A voce, via smartphone, via mail, vecchi sms, contemporanee chat whatsapp…Una riflessione a Juventus sconfitta ed eliminata: diciamo sempre mai una gioia, stasera abbiamo capito che non è vero. Già, a Roma e Napoli calcistica l’espressione “mai una gioia” è costume, linguaggio, sentimento. A Roma e Napoli calcistica ieri sera una gioia.

E domandare a Milano come l’hanno presa l’eliminazione della Juve i tifosi di Inter e Milan, un sorridere e darsi di gomito. A Firenze il tifo viola ha vissuto una serata di piena soddisfazione. E non è che a Genova gli amanti del Genoa e della Sampdoria si siano messi a lutto. Mezza Italia o quasi ha tifato Ajax, ha esultato al pareggio dell’Ajax, ha salutato con un “vai” il secondo gol degli olandesi. E si tifava Ajax non perché la squadra di Amsterdam giocava che è un piacere vederla, si tifava, si è tifato Ajax per tifare contro la Juve. Per vedere Ronaldo nero in volto, per sentire lo Stadium ammutolito, per vedere Nedved a capo chino. Diciamolo, un po’ per vendicare e vendicarsi dello strapotere Juventus in patria.

Mezza Italia o quasi o più ha tifato nel silenzio un po’ ipocrita delle cronache la squadra che giocava contro la Juventus. Il tifo anti Juventus è un sentimento popolare quanto l’amore per la Juve. Sentimento ufficialmente clandestino ma che circola, eccome se circola. Mezza Italia o quasi a fine Juve-Ajax tirava un sospiro di sollievo: anche quest’anno Champions alla Juve evitata.

L’altra Italia, quella che tifava Juventus, quella che ama e segue la Juve, quella che raccoglie da sola di gran lunga più tifosi e appassionati di ogni altra squadra, quella che tifa la squadra che ha vinto di più e che più delle altre italiane è senza dubbio più forte…l’altra Italia la Juve quasi non se la merita. O almeno non nell’immediato dopo partita.

Con lucida dignità sportiva dirigenza e allenatore (Agnelli e Allegri) riconoscevano il merito dell’Ajax e la facevano finita lì. Con l’ovvia e doverosa aggiunta del ci riproveremo l’anno prossimo. Con irrazionale e scomposto piagnisteo erano invece molte le voci degli addetti ai lavori e le voci dei social a gridare al tradimento e sacrilegio. Una opinione pubblica sportiva (solo sportiva..?) male educata a pretendere la vittoria come diritto acquisito e obbligo contratto e giù a declinare “Fallimento”, “Fine”, “Tragedia”. Al netto delle tendenza ormai dominante alla sceneggiata, al netto di una comunicazione e linguaggio ormai strutturalmente gonfiati a steroidi verbali (sempre gli stessi, e sempre di meno, le parole a disposizione dei comunicatori si avvicinano pericolosamente alla soglia di 200, quella che attesta una sostanziale de-alfabetizzazione) la Juventus un fallimento calcistico? La Juventus alla frutta e tutta da rifare?

La Juventus ha perso una partita, anzi una qualificazione ad eliminazione diretta contro una squadra più forte nelle due partite di andata e ritorno e non ha superato i quarti di Champions. Il Barcellona per tre volte di fila si è fermato ai quarti. Risulta che si siano dichiarati falliti come squadra e società? Al Paris Saint Germain con il metro della Juve ieri sera fallita che devono fare, suicidarsi? Con questo metro, ammesso si qualifichino, l’anno prossimo Milan o Inter o Roma in Champions neanche si devono presentare)? L’altra Italia, quella che tifa Juventus, quella che dice di parlare a nome del sentimento bianconero, in serata come questa la Juventus quasi non se la merita.