La Serie A ai cinesi, i diritti tv al colosso Dalian Wanda

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2015 14:22 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2015 14:31
La Serie A ai cinesi, i diritti tv al colosso Dalian Wanda

La Serie A ai cinesi, i diritti tv al colosso Dalian Wanda

ROMA – La Serie A ai cinesi, i diritti tv al colosso Dalian Wanda. Passano in mano cinese i diritti di sfruttamento tv della serie A e della nazionale italiana: il colosso immobiliare cinese Dalian Wanda (il proprietario  Wang Jianglin, ex militare dell’esercito è il secondo uomo più ricco della Cina) ha acquistato Infront, la società guidata da Philippe Blatter, nipote dell’attuale capo della Fifa Joseph.

Prezzo d’acquisto 1,05 miliardi di euro, destinati al fondo di private equity europeo Bridgepoint che dal 2011 controlla InfrontIl recente acquisto conferma l’impegno del gruppo Wanda nell’intrattenimento sportivo, dopo il recente acquisto del 20% dell’Atletico Madrid.

Nel calcio, Infront è partner di federazioni internazionali (ad esempio la Fifa) e nazionali (in Germania e in Italia), di leghe (Lega Serie A) e di squadre (Milan, Inter, Werder Brema, Colonia). Negli sport invernali, Infront è il leader rappresentando tutte e sette le Federazioni dei Giochi Olimpici Invernali; negli sport estivi, Infront vanta un importante portafoglio di diritti, inclusa le federazioni internazionali di pallamano, pallavolo e ciclismo.

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A volere valutare il calcio della serie A da questa operazione, nonostante cerotti e ammaccature evidenti su cui i tifosi potrebbero dilungarsi, bisognerebbe convenire che il pallone nazionale non è messo così male.

Certo, le attività italiane seguite dall’onnipresente Margo Bogarelli, l’uomo del calcio italiano, rappresentano meno della metà del fatturato integrale di Infront, dunque non tutto può essere riportato al circo mediatico italiano. Ma quando Bridgepoint acquistò solo nel 2011 Infront pagò una cifra che secondo le indiscrezioni del tempo era compresa tra 550 e 600 milioni. In 4 anni di crisi un guadagno di quasi mezzo miliardo non è roba da ridere. Si capisce ora, ovviamente, perché i toni erano così accesi in fase di rinegoziazione dei diritti tv e perché un uomo di Bridgepoint in mezzo al caos sollevato in quel frangente era sceso in Italia quasi commissariando Infront Italy. (Massimo Sideri, Corriere della Sera)