Laser contro Muslera, la Lazio presenta ricorso per rigiocare il derby

Pubblicato il 14 Marzo 2011 14:24 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2011 14:24

ROMA – “Vogliamo che il derby venga rigiocato”. Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha dato mandato al proprio legale, l’avvocato Gianmichele Gentile, di studiare le immagini e accertare in che modo Muslera sia stato effettivamente disturbato dalla “macchia verde” in occasione dei due gol di Totti. In casa biancoceleste, si sta meditando di presentare un ricorso “contro l’omologazione del risultato” e puntare alla ripetizione della partita.

Lotito era una furia nel post-partita: “Il nostro portiere ha segnalato questo laser accecante per tutta la gara all’arbitro, anche prima della punizione di Totti”. In realtà, dalle immagini in quell’occasione si vede solo Muslera concentrato e in silenzio. Quindi, la “papera” del primo gol. L’estremo difensore uruguagio si lamenta invece del laser, è evidente dal labiale, in occasione del rigore del 2-0. Ad ogni modo, la Lazio sta studiando la documentazione. Si è presa 24 ore di tempo per presentare un preavviso di ricorso. Poi avrebbe tre giorni per depositarlo. Entro la serata verrà presa una decisione. Si tratterebbe comunque di un ricorso “contro l’omologazione del risultato” e si punterebbe alla ripetizione della partita.

Come ricorda Alberto Abbate su Repubblica ci sono vari casi che fanno giurisprudenza e che escludono una simile possibilità. Il laser sull’occhio di Diego al momento di battere (e sbagliare) un rigore che avrebbe rimesso la Juve in gara a Bari: era il 12 dicembre 2009, un paio di mesi prima era già successo a Dida al San Paolo, ma quella dello juventino bersagliato dai tifosi pugliesi resta l’immagine simbolo di una cattiva abitudine ormai diffusa in tutti gli stadi italiani. Cioè quella di usare un raggio laser per disturbare un giocatore avversario con un “puntatore”.

Tuttavia, in base all’articolo 12, comma 3 del Codice di Giustizia Sportiva, le società “rispondono per la introduzione o utilizzazione negli impianti sportivi di materiale pirotecnico di qualsiasi genere, di strumenti ed oggetti comunque idonei a offendere”. Per l’eventuale violazione, si applica “la sanzione dell’ammenda nelle seguenti misure: ammenda da 10mila a 50mila euro per le società di serie A” (articolo 12, comma 6). E fino a oggi, Gianpaolo Tosel si è sempre attenuto a questo tariffario. Lo sa bene la stessa Roma che, dopo la partita contro il Genoa, fu sanzionata con 10mila euro per il laser che colpì un guardalinee.