Lazio-Cagliari 2-0, Klose e Candreva salvano Petkovic

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Ottobre 2013 22:57 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2013 23:00
Klose ha salvato la panchina di Petkovic (LaPresse)

Klose ha salvato la panchina di Petkovic (LaPresse)

ROMA, STADIO OLIMPICO – La Lazio rialza la testa. La partita spartiacque della stagione sorride a Vladimir Petkovic e ai biancocelesti arrivati all’ultima spiaggia contro il coriaceo Cagliari di Diego Lopez.

Ci pensa ancora una volta Miro Klose a salvare la truppa (e il suo allenatore) da una serata che stava prendendo una brutta piega. Al tedesco, inizialmente in panchina, bastano due minuti a inizio ripresa per cambiare la faccia di una brutta partita e far rifiatare il popolo biancoceleste: prima con un gol di testa e poi con un un furbo rigore (trasformato da Candreva). Al di la del risultato – mai cosi’ importante come stasera – la compagine laziale non ha però mostrato ancora grandi segnali di risveglio, senza piglio e carattere, ‘virtu’ perse per strada nell’ultimo mese, costellato solo da pochi punti e brutte figure.

Dalla sua il Cagliari fa davvero pochino per uscire indenne dall’Olimpico. La squadra di Lopez comanda la partita nei primi 45′, avari della men che minima emozione, affidandosi solo alle sgroppate di Ibarbo che pero’ non e’ in serata.

Nainggolan e Conti sono padroni del centrocampo anche per il velleitario gioco biancoceleste, un 4-3-3 iniziale che si va via via trasformando in un piu’ solido 4-4-2.

Le difficolta’ della squadra di Petkovic sono palesi e l’iniziale contestazione del tifo non aiuta, a dimostrazione di una serenita’ smarrita. Petko sa di giocarsi tutto, lascia in panchina la vecchia guardia (Ledesma, Hernanes, Gonzalez) e si affida ai giovani e alla loro freschezza e velocita’ Tocca pero’ al sempreverde Miro Klose, dopo 45′ passati a guardare la partita dalla panchina, dare la svolta a un match fin li’ soporifero, vuoi per la pochezza della linea offensiva biancoceleste, vuoi per la solidita’ dei sardi, ordinati e combattivi, almeno nei primi 45′.

Il problema per la Lazio dei giovani Perea e Anderson e’ che mancano gli ‘artisti’ là davanti per trasformare il modulo in una fonte di gioco. Basta pero’ l’ingresso del tedesco (e l’ennesimo cambio di modulo) per ribaltare l’inerzia della partita. Prima con un colpo di testa di rapina (su cui pero’ Agazzi ha una piccola responsabilità) e poi – 2 minuti dopo – con un’incursione in area e dribbling a rientrare che porta Pisano a commettere in piu’ ingenuo dei falli di mano.

Rigore e gol di Cadreva, stasera troppo ostinato nel cercare l’uno-contro-uno con la difesa del Cagliari. Il gol ha il pregio di scuotere la partita e di svegliare la Lazio, padrona del campo per tutto il secondo tempo (Perea coglie il palo a portiere battuto), buon viatico in vista del difficile impegno infrasettimanale in casa del Milan che dovra’ dire che sta peggio tra i due ‘malati’.

Il piglio della seconda parte del match sembra portare una ventata di ottimismo in casa biancoceleste che dovrà pero’ ritrovare la strada dell’ aggressività e della determinazione se vorrà dare un significato ad una stagione prima di stasera costellata da pochi punti (sale a 14 con stasera, settima posizione) e qualche brutta figura.