Lazio-Milan. Famiglia Sandri non accetta scuse di Seedorf: “E’ un piccolo uomo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Marzo 2014 20:17 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2014 20:18
Lazio-Milan. Famiglia Sandri non accetta scuse di Seedorf: "E' un piccolo uomo" (LaPresse)

Lazio-Milan. Famiglia Sandri non accetta scuse di Seedorf: “E’ un piccolo uomo” (LaPresse)

ROMA – “Seedorf? Dietro il grande giocatore quale è stato c’è un piccolo uomo. Non si strumentalizzi la contestazione di domani sera: non c’entra il colore della pelle, c’entra quanto avvenne sette anni fa circa che nessuno si è dimenticato”.

Lo ha detto Cristiano Sandri sull’allenatore del Milan che da giocatore, l’11 settembre 2007, si rifiutò di indossare il lutto al braccio per il fratello Gabriele, il tifoso ucciso da un poliziotto mentre andava in trasferta a seguire la sua Lazio.

Il suo rifiuto di portare il lutto braccio la domenica successiva all’omicidio fu un atto di anticonformismo fuori luogo oltre che di scarsa sensibilità – ha detto Cristiano ai microfoni di Radio Manà Manà Sport -. Tutti i suoi compagni, e in generale l’insieme dei calciatori di Serie A, accettarono quella giornata di campionato di indossare la fascia nera, la sua decisione si commenta da sola”.

Proprio per questo, domani in Lazio-Milan, l’allenatore rossonero sarà contestato dalla tifoseria biancoceleste.

Oltre alla contestazione annunciata verso la società, ce ne sarà un’altra inevitabile nei confronti dell’allenatore del Milan – prosegue Sandri -. Spero che quanto accadrà nei suo confronti non venga strumentalizzato dai mass media e dall’opinione pubblica in generale come spesso accade quando di mezzo c’è la tifoseria della Lazio. Inoltre, delle scuse in seguito non ne sono mai arrivate e nemmeno me le aspetto domani sera”.

Seedorf si era scusato in mattinata. «Non sapevo di cosa si trattava», aveva detto riferendosi alla decisione – 7 anni fa, il giorno dell’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri – «di non mettere il lutto quel giorno era semplicemente legata al fatto che in quel momento non si sapeva cosa si trattava».