Lazio, Reja torna e vince: “Alla telefonata di Lotito non volevo rispondere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2014 9:13 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2014 9:13
Edy Reya (foto Ansa)

Edy Reya (foto Ansa)

ROMA – Alla prime telefonate di Claudio Lotito e Igli Tare racconta che non voleva neppure rispondere. Ora, invece, Edy Reja è di nuovo sulla panchina della Lazio e ha anche ricominciato con una vittoria prestigiosa, 1-0 sull’Inter di Walter Mazzarri.

“Io con il presidente mi sentivo, non dico spesso, ma una volta al mese, ogni mese e mezzo, una telefonata gliela facevo per salutarlo. Abbiamo sempre mantenuto un rapporto di stima, soprattutto. Poi, immaginavo che mi chiamava quella sera, non volevo neanche rispondere. Infatti, le prime due telefonate, ho visto Lotito e Tare e non ho neanche risposto e mi sono detto, eccoci qua, ci siamo. Poi, invece, ho dovuto rispondere perché non mi sembrava giusto e abbiamo parlato”:

cosi’ Edy Reja da pochi giorni di nuovo sulla panchina della Lazio, ricostruisce il suo ritorno a Roma, sponda biancoceleste.

“Stavo così bene a casa, senza problemi – aggiunge Rejia intervistato da Sky – Ma io mi sento ancora nelle condizioni di poter dare ancora molto a questa squadra, almeno lo penso e me lo auguro, soprattutto per i tifosi, per il presidente, per chi mi ha dato ancora fiducia. Stare lontano dai campi, uno come me che ha iniziato a 15 anni, ne ho 60 e sono sempre stato in prima linea e mi sembrava non giusto chiudere così definitivamente la mia carriera da tecnico. Adesso ho ancora la possibilità di continuare e mi sento ancora nelle condizioni di poter dare qualcosa ai ragazzi”.

Reja conferma anche di aver dato la sua disponibilità al presidente del Napoli De Laurentiis

“per una soluzione estera. Perché lui – spiega – è già un due o tre anni che ha questa idea e avevo dato la mia disponibilità, ma la squadra non l’ha trovata e sono rimasto fermo a casa. Poi, è arrivato il presidente Lotito, sono arrivato a Formello, è stato emozionante ritrovare tutti gli addetti ai lavori. Ci sono state delle manifestazioni di affetto e ho provato qualche leggero brivido”.