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“Le colpe di Prandelli su Conte e De Rossi”, Mario Sconcerti sul Corriere

"Le colpe di Prandelli su Conte e De Rossi", Mario Sconcerti sul Corriere

Prandelli (LaPresse)

ROMA – “Le colpe di Prandelli su Conte e De Rossi”, questa il titolo dell’articolo a firma di Mario Sconcerti sul Corriere.it nella rubrica “Lo sconcerto quotidiano”.

Sono un estimatore della prima ora di Cesare Prandelli. Credo di conoscerlo bene e gli sono sinceramente affezionato. Continuo a non capire alcune sue uscite di tipo sociale, come il codice etico o la recente polemica con Conte.

Partiamo da Conte. Ha ragione quando dice che si aspettava una telefonata da Prandelli per Chiellini. Prandelli dice che c’è stato il contatto tra medici, ma una cosa è un giudizio clinico su un giocatore, altro è il giudizio tecnico complessivo che spetta solo all’allenatore. Credo che un ct abbia il dovere di parlare in questi casi con l’allenatore della squadra, che è l’unico ad avere un quadro d’insieme. E abbia anche il dovere, davanti a un’amichevole, di valutare con quell’allenatore le varie opportunità d’impiego di un giocatore fermo da tre settimane. Certo che Prandelli ha il diritto di convocare Chiellini, non è questo il punto. Prandelli ha fatto quello che voleva e doveva tranne una telefonata a Conte che non era solo opportuna, ma necessaria per il suo stesso lavoro di commissario tecnico.

Secondo argomento, il codice etico-comportamentale. Per mia vecchia cultura sono sempre spaventato da chi pensa di poter dare giudizi morali e ancora più da quelli che si fanno giudici. Prandelli dice di farlo per evitare che ai mondiali un giocatore cada nella stessa tentazione, così lo punisce a priori. Ma un giocatore che va ai mondiali è tutto fuorché un ragazzo, sa benissimo nel suo mestiere dov’è il bene e dove il male. Cosa è giusto faccia in campo e cosa non si deve fare. Altrimenti non sarebbe ai mondiali. In sostanza, va giudicato per tutta la sua storia, non per un episodio la domenica prima (…)

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