Levante-Saragozza, presunta combine: Caicedo, Gabi e Herrera tra gli indagati

Pubblicato il 14 febbraio 2018 16:33 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2018 16:33
Levante-Saragozza, presunta combine: Caicedo, Gabi e Herrera tra gli indagati

Felipe Caicedo attualmente gioca con la Lazio (foto Ansa)

LEVANTE (VALENCIA) – Ci sono anche grandi nomi (Ander Herrera, oggi al Manchester United, e il capitano dell’Atletico Gabi) tra gli indagati dalla magistratura spagnola che sta investigando sulla presunta combine della gara Levante-Saragozza di Liga del 21 maggio 2011. Figurano nella lista pubblicata oggi da ‘Marca’, in cui compare anche l’attaccante Felipe Caicedo, ora alla Lazio e al tempo giocatore del club valenciano, per il quale si profila una posizione meno pesante di altri.

Scandalo per il calcio spagnolo

Questa la ricostruzione del quotidiano di Madrid: nell’ultima giornata di Liga della stagione 2010-2011,il Levante ormai salvo ospita il Saragozza terzultimo e alla disperata ricerca di punti salvezza; finisce con la vittoria degli aragonesi che così si salvano ai danni del Deportivo. Ma secondo gli inquirenti il Saragozza avrebbe pagato per vincere circa un milione di euro, che sarebbe stato suddiviso fra 9 calciatori e alcuni dirigenti, mentre altri giocatori sarebbero indagati in quanto a conoscenza dei fatti (e tra questi Caicedo).

Il caso era stato inizialmente archiviato, ma negli ultimi giorni è stato riaperto e ora il tribunale di Valencia ha costretto il giudice a riaprirlo e a portarlo in giudizio, con tanto di richiesta di pena: due anni di carcere per ogni giocatore coinvolto nella combine e sei anni di squalifica dall’attività agonistica. È la prima volta in Spagna che un caso di combine nel calcio arriva a un tribunale penale.

“Mi auguro sia ben specificato come la Lazio non sia minimamente implicata nella vicenda”, dice da parte sua il club biancoceleste, attraverso il suo responsabile della comunicazione Arturo Diaconale, che sottolinea anche come si tratti di un’accusa risalente a “7 anni fa, per essere stato a conoscenza dei fatti, non per aver commesso i reati”.