Libania Grenot dopo post Saviano: “Salvini? Se mi chiama vado…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 luglio 2018 18:10 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2018 18:16
Libania Grenot dopo post Saviano: "Salvini? Se mi chiama vado..."

Libania Grenot dopo post Saviano: “Salvini? Se mi chiama vado…”

ROMA – “Io sono italiana al 1000% ed è un onore per me alzare il tricolore e farlo sventolare. Salvini? Non escludo nulla, disponibile a incontrarlo ma dopo gli europei di Berlino. Adesso devo allenarmi”. Libania Grenot, italiana per amore, cubana di nascita, è una – la più nota – delle quattro azzurre che ai Giochi del Mediterraneo di Terragona hanno vinto l’oro nella staffetta 4X400 [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Un titolo multiculturale, non una novità comunque per lo sport tricolore. Già nel 2000 alle Olimpiadi di Sydney il portabandiera azzurro, l’italiano più televisto al mondo quell’anno, fu il cestista nero, Carlton Myers. E negli anni si sono susseguiti tanti casi di atleti di colore in maglia azzurra, da Fiona May a Mario Balotelli. Ma le quattro ragazze (con l’italo-cubana in gara Maria Benedicta Chigbolu, romana di papà nigeriano, Ayomide Folorunso di origini nigeriane e Raphaela Lukudu nata ad Aversa da genitori sudanesi) sono diventate un’caso’ dopo il tweet di Roberto Saviano che le ha definite la “risposta italiana a Pontida”.

“Non parlo di politica, preferisco restare concentrata sugli allenamenti – ha detto al telefono con l’Ansa la Grenot, rientrata già ieri dalla Spagna e di nuovo in pista in vista della prossima gara -. Sono molto felice per l’oro che abbiamo vinto, è il modo attraverso il quale lo sport tiene alto il nome dell’Italia. Per quello che mi riguarda lo ritengo un onore, sono fiera e orgogliosa di rappresentare il nostro Paese. Portare un oro alla nazione di cui mi sento profondamente parte è sempre una notizia bellissima”. Nata a Santiago di Cuba il 12 luglio 1983 da papà Francisco e mamma Olga, l’atleta dal 2006 si è trasferita in Italia per amore: la cittadinanza è arrivata nel 2008 e con essa anche l’avventura con la nazionale.

E in azzurro la quattrocentista si è già tolta più di una soddisfazione, con il titolo agli europei di Zurigo nel 2014, oro confermato anche nel 2016 nella rassegna continentale ad Amsterdam. Primatista italiana sul mezzo giro, atleta delle Fiamme gialle, al Grenot sul podio insomma è salita già diverse volte.

“E’ successo già negli anni passati – sottolinea la campionessa italo-cubana in una pausa tra gli allenamenti – non è cambiato nulla per me: non dipende dalla composizione della staffetta, la cosa che conta è ottenere i risultati positivi e portare alto il nome dell’Italia”.