Lino Banfi: “I dribbling di Dybala sono come quelli di Aristoteles”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Giugno 2020 17:18 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2020 17:19
Lino Banfi: "I dribbling di Dybala sono come Aristoteles"

Lino Banfi: “I dribbling di Dybala sono come quelli di Aristoteles” (foto Ansa)

ROMA – Per qualche ora, Lino Banfi ha vestito nuovamente i panni del “celebre” allenatore Oronzo Canà per parlare di calcio.

Banfi avrebbe individuato in Paulo Dybala il nuovo Aristoteles (mitico centravanti del suo film “L’allenatore nel pallone”).

Riportiamo di seguito,le dichiarazioni rilasciate dall’attore ai microfoni del Corriere dello Sport.

“Paulo Dybala è come Aristoteles! In certi momenti i suoi dribbling somigliano a quelli di Ari. E poi mi sembra anche un bravo “raghèzzo” come lui.

I prossimi colpi di calciomercato della mia Longobarda? Nicolò Zaniolo mi fa impazzire. E poi vorrei Momo Salah, era un godimento vederlo giocare. Mi basterebbero questi due capi della “bi-zona.

Un pensiero su Cr7 della Juventus? Di Cristiano Ronaldo vorrei solo il pomo d’Adamo. È tre volte quello degli altri. Poi è veramente forte, anche se alla ripresa era un po’ sottotono. Non è concepibile che uno come lui sbagli un rigore, come non lo sarebbe che Oronzo Canà vinca una partita. L’unico dubbio sarebbe forse sull’alimentazione.

Dicono che mangi sempre sano, roba come petti di pollo, anche un po’ sconditi. Capisco che per i calciatori le porzioni debbano essere ridotte, ma avete tanti soldi, almeno mangiatele buone. Che ne so, tre etti d’aragosta. Ad esempio ho sempre adorato Clarence Seedorf, perché mi confessò la sua passione per le cozze pelose: le ordinava addirittura da Trani.

Thiago Motta e il 2-7-2? Posso dire solo che mi ha reso orgoglioso. E mi ha portato a creare una variante, il 2-7-3. Basterebbe far alzare un giocatore dalla panchina e avvicinarlo alla linea laterale.

Un allenatore che stimo in questa Serie A?Ho sempre stimato Mihajlovic, sia come giocatore che come tecnico. Mi piace il suo sguardo, il suo modo di stare in panchina. E poi non si mette nemmeno a fischiare come Trapattoni, un altro a cui ho insegnato tanto”.