Lippi a Famiglia Cristiana: “Le partite non si vincono davanti ai microfoni”

Pubblicato il 19 agosto 2009 11:40 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2009 12:13

marcello_lippi_primopiano11Le partite non si vincono negli studi televisivi o davanti ai microfoni, si giocano negli spogliatoi quando si costruisce la squadra. È quanto afferma il ct della Nazionale Marcello Lippi, in un’intervista a Famiglia Cristiana.

«Mourinho ha esperienza di gestione mediatica nettamente superiore a Leonardo e Ferrara, ma non è detto – sottolinea il ct – che gli altri due non siano bravi quanto lui. In campo vanno i giocatori, mica Mourinho, Ferrara e Leonardo. Ma se ci andassero loro avrebbero la meglio Ferrara e Leonardo», aggiunge Lippi riferendosi al passato importante da giocatori che i due hanno avuto tra Napoli, Juventus e Milan.

«Mourinho ha caratteristiche importanti che ha manifestato compiutamente: cultura, personalità, carisma. Gli altri hanno meno esperienza, ma altrettanta personalità». A proposito della recente polemica con Mourinho sul pronostico dello scudetto alla Juventus, Lippi interpellato dall’Agi non ha voluto commentare: «Basta, non voglio aggiungere altro. Ognuno faccia il suo gioco». Nell’intervista a Famiglia Cristiana, Lippi sottolinea poi come nel mestiere di allenatore essere stato un calciatore importante non sia determinante ma aiuta molto.

Le statistiche dicono che sono in aumento gli stranieri nel campionato, dal 35 per cento al 40 nell’ultimo anno. È un fatto negativo. Ben vengano gli stranieri bravi, ma non vedo nessun bisogno d’importare giocatori di medio livello: li possiamo benissimo costruire noi, con i nostri settori giovanili anche delle squadre minori».

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