Londra 2012, Vanessa Ferrari beffata come Tania Cagnotto: meritava il podio

Pubblicato il 7 agosto 2012 19:12 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2012 19:14

 

Vanessa Ferrari (LaPresse)

LONDRA, INGHILTERRA  – Niente medaglia di bronzo al corpo libero per Vanessa Ferrari, stessa beffa capitata pochi giorni a Tania Cagnotto nei tuffi. La ginnasta bresciana ha chiuso la finale olimpica ai Giochi di Londra con il punteggio di 14.900, lo stesso di Aliya Mustafina, bronzo, ma è rimasta dietro alla russa per il valore di esecuzione più basso assegnatole dalle giudici. Il valore di difficoltà della Ferrari era più alto rispetto a quello della Mustafina di tre decimi (6.200 contro 5.900).

Oro alla statunitense Alexandra Raisman (15.600) e argento alla romena Catalina Ponor (15.200).La Raisman, classe 1994, era già stata bronzo mondiale al corpo libero agli ultimi mondiali di Tokyo. Per Catalina Ponor, dopo la delusione della trave, dove il pari merito con minore valore di esecuzione l’ha tenuta fuori dal podio a vantaggio proprio della statunitense, l’argento di oggi rappresenta un ritorno su un podio individuale olimpico, dopo i due ori di Atene 2004 a trave e proprio corpo libero.

La 25enne di Costanza era tornata ad allenarsi lo scorso anno dopo aver annunciato il ritiro a dicembre 2007. Per Aliya Mustafina, oggi bronzo, si tratta invece della quarta medaglia olimpica a Londra, dopo l’oro alle parallele, l’argento con la squadra e il bronzo nel concorso generale. Quella di Vanessa Ferrari rappresenta è la seconda finale di specialità per una ginnasta azzurra nella storia dei Giochi olimpici, dopo l’ingresso tra le prime otto al volteggio di Carlotta Giovannini a Pechino 2008. In quell’occasione la ginnasta italiana chiuse al sesto posto. La Ferrari, classe 1990, è stata campionessa mondiale assoluta nel 2006 ad Arhus e campionessa europea nel 2007 ad Amsterdam, oltre che oro con la squadra a Volos nel 2006. A livello mondiale ha vinto anche tre bronzi (a corpo libero e parallele, sempre nel 2006, e nel concorso generale su quattro attrezzi nel 2007 a Stoccarda). Mentre a livello europeo è stata oro al corpo libero nel 2007 e argento nel 2006 a Volos e nel 2009 a Milano. All’ultima competizione continentale, quest’anno a Bruxelles, ha chiuso al quarto posto sempre in questa specialità e ha conquistato il bronzo con la squadra. È sei volte campionessa italiana assoluta.

“Dopo diverse gare dove ho preso la medaglia di legno questa me la meritavo”. È una Vanessa Ferrari che piange disperata quella che parla al termine della gara olimpica al corpo libero chiusa al quarto posto. “Tu ti sbatti per poter conquistare una medaglia e arriva quella che ha tre decimi in meno (sul valore di partenza, ndr) e ti frega il posto”, spiega ancora la bresciana, che poi continua: “Ho fermato tutte le diagonali e partivo con lo stesso punteggio della Ponor (la rumena medaglia d’argento, ndr) di 15.200 mentre io ho preso 14.900 ma non ho visto tutta questa differenza”. La 21enne, caporal maggiore dell’Esercito, sorretta dal suo coach Enrico Casella, parla a fatica ma esprime concetti chiari: “A fine esercizio ero felice perché non avevo commesso errori, infatti ho sorriso. Un voto al mio esercizio? Dico 15.200, se la ha preso la Ponor potevo prenderlo anche io. Però lei è rumena… Non doveva neanche essere in finale perché in qualifica aveva commesso un grosso errore, ma l’hanno fatta entrare comunque”.

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