Lotito contro Renzi: “Calcio non paga Polizia”. A Roma lo chiamano Lotirchio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2014 15:24 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2014 15:24
Lotito contro Renzi: "Calcio non paga Polizia". A Roma lo chiamano Lotirchio

Lotito contro Renzi: “Calcio non paga Polizia”. A Roma lo chiamano Lotirchio

ROMA – Claudio Lotito contro Matteo Renzi. Per motivi di soldi. Quelli che i club di Serie A non vogliono pagare, ovvero percentuale degli straordinari delle forze dell’ordine che lavorano durante le partite di calcio.

Al Senato, ieri 15 ottobre, è diventato legge il decreto stadi che invece proprio questo, tra tante altre cose prevede: un aiuto concreto, cioè cash, dai club per pagare i poliziotti. I club sono contrari praticamente tutti, così succede ed è persino lecito, quando si tocca il portafogli.

A parlare però è Lotito. Che spiega chiaro e tondo che calcio non vuole pagare polizia:

“Io renziano? Io sono lotitiano. Io seguo una mia linea. Ci sono tanti in giro che vendono sogni e non solide realtà. Sul prelievo, dall’1% al 3%, dura lex, sed lex: ci opporremo nelle sede istituzionali preposte sul prelievo. Questo tipo di prelievo è ingiusto e iniquo perché colpisce le società di calcio”

A Roma, nei bar e non solo, Claudio Lotito lo chiamano Lotirchio. Nomignolo che il presidente della Lazio si è “guadagnato” nei primi anni della gestione del club. Con la Lazio sommersa da pendenze fiscali il presidente fu tra i pochi ad ottenere la spalmatura del debito col fisco in 23 anni prima che la norma venisse cassata. Ma Lotito, soprattutto, è stato l’uomo dei 7 giocatori comprati in saldo nelle ultime ore di mercato. Del “moralizzare” il calcio a forza di zeri tolti dai contratti dei calciatori.

E così Lotito è diventato non proprio amichevolmente Lotirchio non per sfottò dei nemici romanisti, ma per i suoi stessi tifosi, i laziali. Ora la sortita sul “calcio che non paga la polizia” fa pensare a quello. Al risparmio a tutti i costi, anche di pochi spiccioli.

Lotito attacca e come talvolta può succedere nella foga perde la misura del colpo. Associa una protesta legittima ma di parte, quella dei club di serie A, ad una iniziativa politica che nulla c’entra, la Leopolda. Mette insieme due cose che insieme non stanno. La Leopolda c’è ogni tanto, i poliziotti ci saranno, qualche decina. E non ci saranno incidenti, ultras armati, tifosi contrapposti, esigenze di ordine pubblico tali da chiudere strade, deviare traffico, decuplicare il numero degli agenti in servizio. Come purtroppo, e certo non per colpa di Lotito, succede negli stadi.

Lotito però parla dei due eventi come se fossero in qualche modo assimilabili:

“Alla Leopolda i costi della sicurezza chi li paga? L’1 e il 3%? L’impiego degli straordinari delle forze dell’ordine chi li paga?” si chiede Lotito su Radio Rai, a “Un giorno da Pecora”.

“Se il principio è che le persone che organizzano un evento sportivo rispondono delle attività fuori del perimetro di competenza, dello stadio,  tanto più quelle che lo organizzano fuori dovrebbero farsene carico”.