Insulti e buu razzisti contro Lukaku, il calciatore si sfoga su Instagram: “Le federazioni di tutto il mondo devono reagire”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 2 Settembre 2019 16:12 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2019 16:12
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Lukaku si sfoga su Instagram dopo essere stato vittima di insulti razzisti durante Cagliari-Inter

CAGLIARI – Romelu Lukaku ha deciso la partita tra Cagliari e Inter segnando il suo secondo gol in altrettante partite di Serie A ma non ha festeggiato la rete. Dopo aver segnato il gol decisivo a Cagliari, è sembrato quasi triste. In tempo reale nessuno aveva capito il motivo. Lo ha spiegato lo stesso Lukaku attraverso un lungo post che ha pubblicato su Instagram. Il calciatore era stato ferito dai buu e dagli insulti razzisti che aveva ricevuto dai tifosi del Cagliari. 

In questi casi, alcuni calciatori reagiscono esultando in maniera rabbiosa o polemica (come fatto dallo stesso Kean proprio dopo un gol segnato in Cagliari-Juventus), non è stato il caso di Lukaku che ha deciso semplicemente di prendersi l’abbraccio dei compagni di squadra senza esultare per la sua rete. Era troppo triste per lasciarsi andare a esultanze particolari. Riportiamo di seguito, il post scritto da Lukaku su Instagram dove il calciatore chiede il pronto intervento di tutte le Federazioni del mondo per combattere la piaga del razzismo nel calcio. 

“Nell’ultimo mese molti giocatori hanno subito insulti razzisti – scrive il belga sui social-, a me è capitato ieri. Il calcio è un gioco che deve essere goduto da tutto e non dovremmo accettare nessuna forma di discriminazione che rappresenta una vergogna per il nostro sport. Spero che le federazioni di tutto il mondo reagiscano con forza su tutti i casi di discriminazione“.

“I social media (Instagram, Twitter, Facebook) devono funzionare meglio, così come le società, perché ogni giorno si vedono commenti razzisti sotto i post delle persone di colore… se ne parla da anni ma non si è ancora fatto nulla. Signore e signori, è il 2019, invece di andare avanti stiamo andando indietro e penso che, in quanto giocatori, dobbiamo essere uniti per conservare questo gioco pulito e divertente per tutti” (fonte Il Corriere dello Sport).