Luna Rossa e Britannia, doppia sfida nel weekend: ribaltare gli inglesi aiutati dal team Mercedes

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 22 Gennaio 2021 - 07:06 OLTRE 6 MESI FA

È ufficiale: sabato e domenica, nel golfo di Auckland (Australia) Luna Rossa affronterà Ineos UK “Britannia” (diretta Rai e Sky). Con un solo successo gli inglesi (a punteggio pieno) accedono alla finale della Prada Cup. È il loro match point. Basta una vittoria e sono cioè al gran finale in programma dal 6 marzo contro i detentori del New Zealand al meglio delle 13 regate.

In palio la Coppa America, il più antico e prestigioso trofeo della vela. Da sempre legato alla ricerca e alla aerodinamica. Già negli anni trenta Thomas Sopwith, costruttore di aerei, aveva messo al lavoro i suoi ingegneri per i suoi J Class. È una vetrina di eccellenze.

IL SEGRETO DELLA RESURREZIONE DEL TEAM INEOS

Solo un mese fa il Britannia veniva sbertucciato in patria. Non andava bene niente. Poi. quel diavolo del baronetto Ben Ainslie, il più titolato velista olimpico di sua maestà, in un mese ha cambiato tutto: albero, foil (i bracci che permettono alla barca di alzarsi sull’acqua e volare a 100 all’ora) e le vele. Uomini e donne hanno lavorato anche la notte di Natale. Ce l’hanno fatta. Come? Certo, grazie ad un budget illimitato, si parla di 160 milioni di euro,50 in più degli americani.

Ma c’è dell’altro: la tecnologia del Team Mercedes GP. Naturale. Sir Jim Ratcliffe, cioè il signor Ineos, è anche proprietario al 33% del team che spopola in Formula Uno. E allora, due più due fa quattro. Mister Ratcliffe ha scatenato 30 tecnici della sede di Brakley, ha chiesto il miracolo al capo Graham Miller, l’uomo che studia le parti più preziose delle auto. È intervenuto sui foil, sulla elettrotecnica. Tre ingegneri in particolare (James Allison, John Owen, Geoff Willis), via telefono, notte e giorno, hanno suggerito, inventato, creato. Morale: il Britannia adesso vola.

IL FLOP AMERICANO, LA FIDUCIA AZZURRA IN LUNA ROSSA

Fuori causa il “Patriot” del circolo di New York ( ha rischiato di affondare mentre era in vantaggio su Luna Rossa; tornerà in acqua fra dieci giorni ), tocca alla barca italiana tentare l’impresa. Con i due timonieri (il palermitano  Francesco Bruni e l’australiano James Spithill, il più giovane skipper ad aver vinto l’America’s CUP per due edizioni consecutive)  e Max Sirena skipper a terra. È fiducioso. Dice : “ Una bella partenza può valere metà dell’opera”. Lo squadrone italiano (11 a bordo, 100 a terra) è bello carico. Puntate le sveglie. Alle quattro si sogna. O la va, o la spacca.