Malagò (Coni) e il razzismo: “Chi si tuffa in area peggio di chi fa buu”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2019 14:45 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2019 16:36
Malagò: "Peggio i simulatori di chi fa buu"

Il presidente del Coni Giovanni Malagò (Ansa)

ROMA – Forse si è spiegato male (infatti ha dovuto rettificare), magari voleva dire un’altra cosa, fatto sta che il presidente del Coni Giovanni Malagò è scivolato su una dichiarazione perlomeno avventata a proposito di razzismo. Per cui i simulatori d’area di rigore sarebbero peggio dei professionisti dei buu indirizzati ai calciatori di colore.

“Ognuna delle componenti del mondo del calcio deve fare un salto di livello — ha detto a 24 Mattino su Radio24 —, non è una frase salomonica, ma bisogna coinvolgere chiunque, a partire da dirigenti e calciatori. Prendete chi platealmente fa finta di ricevere un fallo. Quella è una cosa gravissima, che esempio si dà? Sbaglia chi fa buu a un giocatore di colore, ma sbaglia ancora di più uno che guadagna 3 milioni di euro e si lascia cadere in area, magari anche contento di prendere il rigore se l’arbitro non va a vedere al Var che non c’era”.

Questa la dichiarazione, poi la rettifica: “Non dico che chi si butta in area sia peggio di chi fa cori razzisti, ma ogni attore protagonista deve fare la sua parte nel modo eticamente migliore”. Ah ecco. 

“In Italia c’è una forma permissiva di tolleranza verso chi fa ululati o lancia una banana. Se anche Antonio Conte, tornato dall’esperienza in Inghilterra, ha trovato le cose peggiorate, bisogna riflettere”, ha anche aggiunto. Vero (anche se al Coni che dirige invece chiudere gli stadi o prendere decisioni radicali per stroncare il razzismo, è da un pezzo che continuano a rifletterci su…). (fonte Radio24)