Manchester City-Atalanta. Gasp sfida Guardiola: “Quando Pep m’invitò a Barcellona dopo l’esonero all’Inter”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Ottobre 2019 13:24 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2019 8:46
Manchester City-Atalanta: sfida Gasperini-Guardiola

L’allenatore dell’Atalanta Gasperini

ROMA – Gasperini prova a nascondersi (“è già un onore essere qui”) ma non è arrivato fino a Manchester a far da sparring partner all’ultima e magnifica creazione di Guardiola. Manchester City-Atalanta stasera all’Etihad Stadium si annuncia come un match spettacolare, nonostante i favori del pronostico siano indirizzati a senso unico verso gli inglesi.

Attardati di sei punti dal Liverpool capolista in campionato, i Citizens restano una macchina perfetta, combinato irresistibile di piedi buonissimi e organizzazione di gioco. Ma l’Atalanta sembra l’unica squadra attrezzata per rivelarne i punti deboli, pochissimi, tra cui l’allergia recente ai difensori di ruolo, ultima rivoluzione.

Duelli uomo contro uomo su tutto il campo, intensità a mille dal fischio d’inizio al recupero, entusiasmo. Disperazione: se non vince almeno una volta tra andata e ritorno l’avventura Champions è finita prima di cominciare dopo le due batoste iniziali. 

Una sfida che inizia dalle panchine. Alla vigilia, però, parole di miele e violini fra i due. Guardiola non fa mistero di apprezzare il Gasp, e non solo per scaramanzia o pre-tattica: “Fare quello che sta facendo l’Atalanta è come vincere il campionato: vederla è una gioia”. Il tecnico degli atalantini non abbocca (“vuole che giochiamo scoperti”) ma non riesce a nascondere la soddisfazione. E in conferenza stampa rivela un episodio significativo, che dice molto sul tecnico catalano.

“Su Guardiola come allenatore posso aggiungere poco, ma a livello di spessore umano c’è un suo gesto molto bello che non dimentico. Otto anni fa, il giorno stesso del mio esonero dall’Inter, mi chiamò la sua ‘spalla’ Estiarte, su invito di Pep, per andare a Barcellona e stare qualche giorno con loro. Il Barcellona allora era sul tetto del mondo e il suo allenatore mi riservava un simile gesto di considerazione: è un gesto che non dimentico”.

Momenti indimenticabili. Però stasera si gioca, fuori i secondi. (fonte Gazzetta dello Sport)