Mancini Ct della nazionale negazionisti. L’ho preso dal Tg…Propaganda del non c’è

di Lucio Fero
Pubblicato il 23 Ottobre 2020 10:46 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2020 10:46
Mancini Ct della nazionale negazionisti. L'ho preso dal Tg...Propaganda del non c'è COVID

Mancini Ct della nazionale negazionisti. L’ho preso dal Tg…Propaganda del non c’è

Mancini Commissario Tecnico della nazionale negazionisti. E non è una battuta a cuor leggero. Primo perché non c’è nulla da ridere e neanche da sorridere.

E poi perché Roberto Mancini va preso sul serio perché dice e fa sul serio con il negazionismo. Il suo sottoscrivere e diffondere Testo e immagini “Covid, dove l’hai preso? Guardando il Tg” è propaganda, non dozzinale e non causale, del coronavirus non c’è.

C’E’ DEL METODO NELLA VIGNETTA, E ANCHE INGEGNO

C’è del metodo, del ragionamento e dell’ingegno nella vignetta, nel testo e immagine cui Mancini aderisce e che ;Mancini diffonde. E’ un messaggio insieme diretto e immediato e anche raffinato. Dove ti sei contagiato? Guardando i notiziari è la risposta. Vuol dire in maniera esplicita e netta che il virus è soprattutto nell’informazione e molto, molto poco nella realtà. Vuol dire, e Mancini sottoscrive e diffonde, che la pandemia è una costruzione artificiale e gonfiata. Vuol dire che, seppure c’è, coronavirus e quindi Covid sono robe che raccontano giornali e tv magari per fare vendite e ascolti.

MANCINI, RIDUZIONISMO CHE SCONFINA NEL NEGAZIONISMO

E’ quella vignetta ed è quel pensare il luogo dove il riduzionismo (come un’influenza, al massimo un’influenzona) sconfina nel negazionismo. Si ammette, con scetticismo, il virus ma si nega recisamente la pandemia. E soprattutto si negano, si contestano le conseguenze reali della pandemia. Costruendo le basi e i vettori d’opinione per il boicottaggio delle limitazioni anti pandemia.

C’è del metodo e anche efficacia nel messaggio di Roberto Mancini. Efficace è il messaggio: roba da giornali, non fidatevi. E c’è metodo, molto metodo. Roberto Mancini non solo voleva e vuole stadi aperti. Non perché creda davvero che migliaia e migliaia in uno stadio stiano fermi e composti da protocollo e non si abbraccino da tifo. No, a questo neanche Mancini crede davvero, anche se come da ipocrisia da protocollo operatori del calcio, anche lui fa finta di crederlo.

CALCIO VALE QUANTO LAVORO E SCUOLA

Non solo voleva (e vorrebbe) stadi aperti al pubblico. Fornisce Mancini anche l’ideologia di riferimento. Lo ha fatto, da vero dirigente nazionale, quando ha comunicato scala e priorità di valori etici e sociali: calcio, lavoro e scuola alla pari. Alla pari. Quindi uno stadio con dieci/ventimila dentro è condizione per la salute dl calcio. Quindi la salute del calcio val bene qualche contagio. Contagio che poi si prende soprattutto al Tg, cioè in nessun luogo reale.

MANCINI E IL NEGAZIONISMO, IL CONTESTO DI UN MANAGER

Roberto Mancini ha detto la sua sul contagio che si prende al Tg nei giorni in cui è coprifuoco a Milano, Roma e Napoli. Nei giorni e nelle ore della settimana in cui sarà forse di nuovo lockdown se non per scuola (speriamo di no) e lavoro. Nei giorni dei 41 mila casi in un giorno in Francia e dell’aumento inarrestato di contagi, ricoveri e morti in ogni paese d’Europa. Ma devono essere i Tg…

L’argomento di Mancini è molto, molto simile a quello di chi attesta di non aver mai visto con i suoi occhi un morto di Covid. Ha la stessa fondatezza e rispettabilità. Ed è argomento postato e portato non questa estate quando l’incantamento della pandemia illudeva tutti anche se palesemente falso. No, il Covid che si prende dal Tg perché altrove non c’è è il messaggio che il manager del calcio rilancia in questi giorni di nuovo dolore e nuove morti.

Ma Roberto Mancini ha voluto precisare che “non voleva offendere nessuno”. Certo, nessuno con nome e cognome. L’offesa c’è stata solo alla realtà, alla ragione, ai malati, alla salute pubblica. Salute pubblica, ce n’è un’altra oltre quella del calcio?