Marchisio e la rapina in casa: “Pistole puntate addosso”. E c’è l’ipotesi talpa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Ottobre 2019 11:29 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2019 11:29
Marchisio e la rapina in casa: "Pistole puntate addosso". E c'è l'ipotesi talpa

Claudio Marchisio (foto ANSA)

ROMA – Claudio Marchisio ha ricostruito in un’intervista al Corriere della Sera i terribili momenti vissuti martedì pomeriggio, 29 ottobre, quando cinque malviventi sono riusciti ad eludere i sistemi di sicurezza del villaggio residenziale “I cavalieri” a Vinovo, pochi km fuori Torino, ed entrare in casa sua per derubarlo.

“Cinque uomini sono entrati in casa nostra, mi chiedevano della cassaforte, ma noi non ce l’abbiamo. Non ci credevano, ma è davvero così. Allora hanno preso tutto ciò che potevano e sono andati via. Avevo paura per me, per mia moglie Roberta e ringraziavo il cielo che in casa non ci fossero i nostri figli. Erano a giocare a pallone, dovevano rientrare alle 8 accompagnati dal nonno e l’allenatore è stato il primo a insospettirsi perché non rispondevamo al telefono. Quando i rapinatori l’hanno capito hanno fatto in fretta, è stata la nostra fortuna”.

“È stata tosta – ammette l’ex centrocampista della Juventus -, perché due pistole vere non le avevo mai viste e stavolta le avevamo puntate alla testa, ma siamo riusciti a restare lucidi“.

Rapina a casa Marchisio, ipotesi talpa

Sulla rapina indaga la polizia che è al lavoro nella villa dell’ex calciatore per alcune impronte, lasciate forse proprio dai malviventi.

Inoltre il villaggio di case è sorvegliato da un sofisticato impianto di telecamere, non semplice da disattivare. Per questo non si esclude che ci sia una talpa, che conosce bene la zona e ha aiutato i malviventi ad organizzare il colpo: è singolare che i ladri siano riusciti a disattivare ogni allarme in maniera veloce e senza destare sospetti.

Al vaglio dei carabinieri, anche le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza non solo della via in cui si trova la casa ma di tutto il paese torinese.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA – IL GIORNALE