Marco Cecchinato dopo l’impresa con Djokovic: “Rivedo in continuazione l’ultima risposta del match”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 giugno 2018 22:03 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2018 22:03
Marco Cecchinato dopo l'impresa con Djokovic: "Rivedo in continuazione l’ultima risposta del match" (foto Ansa)

Marco Cecchinato dopo l’impresa con Djokovic: “Rivedo in continuazione l’ultima risposta del match” (foto Ansa)

ROMA – Marco Cecchinato [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], dopo l’impresa con Djokovic, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, confessa:

“Rivedo in continuazione l’ultima risposta del match. Vedo ancora la traiettoria della palla e mi auguro ancora che atterri in campo. E’ stata una grandissima gioia”.

Come può un siciliano, un palermitano come te, resistere alle difficoltà che comporta un trasferimento in Alto Adige? 
“E’ stato difficilissimo, ero abituato al sole e il mare, e mi sono ritrovato tra la nebbia, la neve e le montagne. Vivevo da solo, avevo solo 17 anni e dovevo gestirmi in tutto quello che facevo, dalla mattina alla sera”.
Cosa è accaduto in questi ultimi mesi che ti ha fatto crescere così tanto? 
“E’ successo che sono diventato un giocatore vero. Durante le 4 settimane della preparazione invernale che ho svolto in Spagna, ho capito che qualcosa stava cambiando. In quel periodo ho fatto tutto quello che si poteva fare per migliorare la mia tenuta fisica, per arrivare pronto alla nuova stagione. Poi i match mi hanno aiutato, ho preso fiducia, consapevolezza delle mie potenzialità e mi sono convinto, semplicemente partita dopo partita. Ma dietro ci sta soprattutto il grande lavoro svolto nella preparazione invernale”.
Qual è l’ultimo ricordo che hai di ieri prima di addormentarti? 
“Rivedo in continuazione l’ultima risposta del match. Vedo ancora la traiettoria della palla e mi auguro ancora che atterri in campo. E’ stata una grandissima gioia. Ora ho due giorni interi di riposo e credo che siano abbondantemente sufficienti per farmi riprendere le forze e prepararmi al meglio per la sfida con Thiem. Voglio ancora pensare che il mio Roland Garros non sia finito. Con Thiem me la giocherò fino alla fine”.
Chi ti aiuta a gestire questi momenti? 
“Per fortuna ho persone accanto a me che mi aiutano in continuazione. Se fossi stato solo sarebbe stato facile sbroccare. Tutte queste interviste, le televisioni che ti cercano, gli allenamenti, pensare a quello che hai fatto e a quello che devi ancora fare, non è per niente semplice. Prima di venire qui negli spogliatoi ho incontrato Marat Safin che è sempre stato il mio idolo. Mi ha fatto i complimenti e questo mi ha emozionato. E poi mi ha detto che venerdì vedrà il mio match e questo mi riempie d’orgoglio”.
Hai ricevuto messaggi dai tuoi colleghi italiani? 
“Non ho avuto tempo di leggerli tutti, ma ho visto quelli di Fognin, Vinci, Errani, Pennetta. Con Barazzutti mi sono visto in palestra a fine match. Mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che era l’ora che qualcuno tornasse in semifinale al Roland Garros 40 anni dopo di lui”.

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