Moto, condannato Marco Melandri: residenza fittizia per non pagare le tasse,

Pubblicato il 26 Ottobre 2012 21:21 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2012 21:22
Marco Melandri (LaPresse)

RAVENNA – Un anno e sette mesi di carcere. Pena subito sospesa. E’ la condanna inflitta al motociclista Marco Melandri riconosciuto colpevole di avere creato una residenza fittizia in Inghilterra al fine di evadere le imposte in Italia tra il 2003 (anno caduto in prescrizione) e il 2005 per diversi milioni di euro.

La sentenza è stata pronunciata nella tarda serata di giovedì dal giudice monocratico Corrado Schiaretti del Tribunale di Ravenna che ha contestualmente depositato le motivazioni. Il Pm Isabella Cavallari titolare del fascicolo aveva chiesto un anno e nove mesi al termine di una requisitoria nella quale aveva preso in considerazione i flussi di denaro di Melandri, il suo patrimonio e quello dei suoi più stretti familiari (padre e sorella) per dimostrare che, nonostante quella residenza a Derby, il centro dei suoi interessi fosse rimasto nella città romagnola.

La difesa aveva invece sostenuto che si era trattato di un trasloco reale tanto che Melandri aveva prima affittato e poi comperato un immobile. A riprova anche l’iscrizione in una palestra del posto e una lista di nomi di persone pronte a riferire che ”Macio” viveva per davvero in Gran Bretagna.

Il procedimento era nato da un accertamento dell’Agenzia delle Entrate che aveva trasmesso poi tutto per competenza a Ravenna. In quel contesto, lo stesso che aveva portato ad addebiti anche per Valentino Rossi, era emerso che Melandri a fine 2000 aveva chiuso partita Iva e si era iscritto all’aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, per tornare a pagare le imposte nel Belpaese solo nel 2007.

Destinazione: la Gran Bretagna, dove la legge consente di avere residenza senza domicilio fiscale, ha spiegato un funzionario dell’Agenzia sentito ieri pomeriggio. Il teste ha inoltre puntualizzato che allo stato non risulta che Melandri abbia pagato imposte in altri Paesi esteri. Sotto il profilo fiscale, da tempo il campione ha chiuso i suoi conti con il fisco tramite con un accordo.