Marco Pantani, prove inquinate nella stanza dove è morto. VIDEO Mediaset

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 ottobre 2014 17:17 | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2014 17:17
Marco Pantani, prove inquinate nella stanza dove è morto. VIDEO Mediaset

Marco Pantani, prove inquinate nella stanza dove è morto. VIDEO Mediaset

ROMA – Cinque persone che passeggiano in una stanza. Uno, senza guanti, alza un lenzuolo. Qualcun altro fa cadere rovinosamente delle posate in terra. Altri due che discutono sul prendere o meno una bottiglia e poi decidono di non farlo. E al centro della stanza un cadavere, quello di Marco Pantani. 

E’ un video sconvolgente quello diffuso nel pomeriggio del 14 ottobre da Sport Mediaset. Un video, commentato dal giornalista Davide De Zan, che sembra far capire una cosa chiara: il giorno in cui Marco Pantani è morto c’è stato inquinamento delle prove.

Che sia semplice incompetenza o dolo è altro discorso. Spetterà alla magistratura capirlo e chiarirlo. Sta di fatto che nel video ci sono scene che fanno rabbrividire non tanto e non solo gli addetti ai lavori. Basta aver visto un programma tv alla “Csi” per capire che non si può camminare in 5 senza protezioni in una scena del crimine. E che non si può toccare un lenzuolo a mani nude.

Il video di Sport Mediaset: clicca qui. 

Le considerazioni di De Zan e del generale Garofalo, capo dei Ris di Parma tra il 2005 e il 2009.  Dal sito di Sport Mediaset.

Dezan: “Entriamo nella stanza di Pantani, il 14 febbraio 2004. Ci sono persone che camminano dove è morto il Pirata: senza guanti, senza nessuna protezione e toccano un po’ di tutto. Entriamo nella camera da letto, c’è la bottiglia che non è mai stata presa in esame e che potrebbe essere servita per far ingerire a Marco -come si suppone- la quantità letale di cocaina. Il medico legale chiede di prenderla in esame, gli dicono di non toccarla. Poi un rumore di posate, che cadono a terra”.
Gen. Garofano: “Sono immagini che dimostrano purtroppo come ci sia stata poca attenzione nell’entrare sulla scena”.
Dezan: “Il medico legale chiede di poter toccare la bottiglia. Non gli viene permesso”.
Gen. Garofano: “Il medico che vuole toccare un oggetto senza guanti, mi preoccupa, significa avere poca attenzione a non contaminare la scena. Non gli è stato consentito. Ma ancor di più è sconvolgente che quella bottiglia non sia mai stata presa in esame per eventuali impronte o per esaminare tracce di Dna”.
Dezan: “Il filmato dura 51 minuti su 3 ore di perlustrazione. Cosa si può pensare?”.
Gen. Garofano: “Purtroppo il fatto prevelente e che le vostre immagini documentano, è che gli investigatori istituzionali sono entrati senza nela stanza dove è morto Pantani senza alcun tipo di protezione, senza precauzioni, e la scena del crimine risulta a quel punto compromessa”.