Marco Rossi, il calciatore sui social insulta una donna: “Negra di m…, orangotango”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Luglio 2020 17:59 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2020 10:47
Marco Rossi, il calciatore perde la testa sui social e insulta una donna: "Negra orangotango"

Marco Rossi, il calciatore perde la testa sui social e insulta una donna: “Negra di m…, orangotango”

Marco Rossi, calciatore 19enne del Monregale calcio, società di Mondovì, Cuneo, Piemonte, sui social con un video insulta una donna.

Episodio quantomeno singolare in una fase storica nella quale si combatte il razzismo al grido di ‘Black Lives Matter‘.

Il suo comportamento è stato stigmatizzato da tutti sui social, in particolare da questa pagina Twitter (qui il video con gli insulti razzisti del giovane calciatore Marco Rossi).

Ecco cosa dice il giovane calciatore in questo video.

«C’è una negra di m… che pensa di avere i diritti, e tra l’altro sta negra è pure donna, e già le parole donna e diritti non dovrebbero stare nella stessa frase, in più se aggiungi un negra, fa già ridere così».

«Questo orangotango   ha avuto la brillante idea di denunciarmi per falsa testimonianza. Magari è vero, un po’ di falso l’ho dichiarato, però ero fuso, ubriaco, ci sta no?»

«Per principio non mi devi rompere il c…, perché you are black, negra di m…, e ora dovrei pagare la macchina a una solo perché sa fare il cous cous? Ma baciami il c…, putt… Sempre se vuoi chiamare macchina quel triciclo che hai» (fonte Leggo). 

Il Monregale Calcio ha subito condannato condotta del suo tesserato. 

“La nostra società si è fin da subito fortemente dissociata dal gravissimo episodio che ha visto protagonista Marco Rossi.

Essendo quest’ultimo un suo tesserato.

La Monregale ha condannato tale episodio (pur non avendo alcuna rilevanza con l’attività sportiva, ma essendo contrario ai nostri valori etici).

E ha fatto quel che poteva, cioè sospendere immediatamente il ragazzo da ogni attività sportiva.

Sospensione che è tuttora in essere, in attesa di conoscere quali siano i limiti sanzionatori possibili.

(abbiamo chiesto, a questo scopo, un parere ad un esperto di diritto sportivo, di cui siamo tuttora in attesa),

Dopodiché emetteremo il provvedimento disciplinare definitivo.

Questo è l’unico motivo per cui non avevamo ancora emesso un comunicato ufficiale.

(ora ci è stato chiesto dai nostri amici e sponsor, per cui lo pubblichiamo volentieri, a scanso di equivoci e per tutelare la loro – prima ancora della nostra – buona immagine).

Allo stesso modo, abbiamo interrotto il rapporto con il dirigente (ormai ex) Gonella Matteo, il quale appunto non fa più parte della famiglia della Monregale.

Entrambi i suddetti hanno accettato le sanzioni inflitte, riconoscendo la gravità delle loro (e solo loro) azioni.

Siamo una società piccola, ma nel nostro piccolo abbiamo sempre creduto nel valore sociale dello sport e dell’inclusione.

Da sempre giocano per noi centinaia di ragazzi, italiani e stranieri, senza aver mai operato alcuna discriminazione.

E ce ne facciamo un vanto.

Abbiamo sempre aderito a ogni iniziativa sociale per l’inclusione, anche andando oltre il mondo del calcio.

A riprova, in tempi non sospetti siamo stati tra i primi a aderire al progetto “Emergenza sbarchi”.

Per questo siamo lodati anche dagli organi di stampa, come si può leggere qui.

Per questo motivo, non possiamo tollerare che il nostro nome sia infangato.

O anche solo accostato a episodi e comportamenti che nulla hanno a che vedere con la nostra attività.

(e, anzi, sono contrari ai nostri principi).

Non possiamo tollerare che venga danneggiata.

(non solo nell’immagine, ma anche economicamente, mettendo a rischio la sua sopravvivenza).

Una società che ha un ruolo riconosciuto come fondamentale proprio per l’inclusione, nelle nostre zone.

Grazie a noi, tanti bambini e ragazzi stranieri si sono integrati, hanno imparato uno sport e hanno trovato amici, in una terra in cui sono stati costretti a migrare dalla povertà ed in cui hanno trovato una casa accogliente: Mondovì e il monregalese.

Non siamo e non saremo mai razzisti.

C’è stato però chi ha insinuato il contrario, scatenando una vera e propria ondata di insulti e minacce contro di noi, i nostri amici e chi ci aiuta a andare avanti, per cui abbiamo provveduto a sporgere denuncia, per tutelarci e per ottenere giustizia nei confronti di chi continui ingiustamente a offenderci.

Tutto questo non riuscirà comunque a impedirci di proseguire nella nostra attività, al servizio dei giovani e dello sport. Monregale Calcio scsd”.

Le scuse del ragazzo.

Alessio Ghisolfi, avvocato del calciatore, in una nota sottolinea come “l’episodio sia relativo ad un video privato, diffuso ad insaputa del mio assistito e senza alcun suo consenso, su canali social e strumenti multimediali. Marco – prosegue – dopo giorni di riflessione trascorsi nel dolore, si scusa oggettivamente ed a prescindere con quanti possano essersi sentiti toccati su un tema con cui giustamente è molto difficile scherzare, forzare la mano, provocare anche nel proprio privato”.