Marco Travaglio: “Juve-Roma una rapina, chi mi insulta lobotomizzato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2014 19:15 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2014 19:16
Marco Travaglio: "Juve-Roma una rapina, chi mi insulta lobotomizzato"

Marco Travaglio (LaPresse)

ROMA – Marco Travaglio torna su Juve-Roma dopo la polemica con Luciano Moggi. E questa volta lo fa dalla sua pagina Facebook.

1) Essendo questa la mia pagina Facebook, decido io quello che ci voglio scrivere. Chi non è interessato o eventualmente si irrita perché non scrivo quello che vuole lui può accomodarsi serenamente da qualche altra parte (se, se eventualmente vuole qualche consiglio sulla destinazione, non ha che da chiedere).

2) Se mi gira di parlare ogni tanto di calcio, lo faccio come e quanto mi pare. Essendo juventino dalla nascita (prima partita allo stadio Comunale: Juventus-Atalanta 0-0, 30 dicembre 1972, poi vent’anni di tessera-abbonamento fino all’arrivo della banda Moggi), dico che sono juventino come e quanto mi pare. E, seguendo il calcio da 42 anni, ho imparato a distinguere una vittoria meritata da una rapina a mano armata. Chi sragiona ancora come un ragazzino senza cervello, e magari scambia la maglia bianconera per la divisa dei galeotti, mi fa una gran pena.

3) La mia Juve era quella che vinceva e perdeva con stile, lo stile Juventus. Lo stile di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Tardelli, Platini, Brady. Nulla a che vedere con i fanatici di oggi.

4) L’altro giorno mi domandavo se avessi fatto bene o male a rispondere alle domande di “Un giorno da pecora” (Guarda il video) su Juve-Roma, prevedendo che sarei stato subissato di insulti dai soliti lobotomizzati. Alla fine penso di aver fatto bene: è sempre istruttivo vedere che razza di gentaglia circola in Italia. Esagitati che ragionano per partito preso, berlusconiani-dentro che quando conviene loro non rispettano anzi non riconoscono le regole, siano esse le dimensioni dell’area di rigore o gli articoli della Costituzione e del Codice penale. Parlando di calcio, si possono ben comprendere i risultati non delle partite del campionato, ma delle elezioni politiche di ieri e di oggi.