Marieke Vervoort. Dalle medaglie paralimpiche all’eutanasia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2019 14:18 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2019 14:18
Marieke Veervort, eutanasia per l'atleta paralimpica

Marieke Veervort (Ansa)

ROMA – A 40 anni ha scelto l’eutanasia l’atleta paralimpica belga Marieke Vervoort, che in carrozzina aveva conquistato una medaglia d’oro nei 400 metri a Rio 2016 e un oro e un argento a Londra 2012. Soffriva di una malattia muscolare degenerativa incurabile dall’età di 14 anni e già nel 2008 aveva firmato i documenti per consentire a un medico di porre in futuro fine alla sua vita.

In Belgio l’eutanasia è legale dal 2002 e lei già due anni aveva detto di essere pronta per questo passo a causa delle sofferenze continue. “Se non avessi quei documenti, credo che mi sarei già suicidata”, aveva confessato. Per la sua vita quotidiana era assistita da un labrador addestrato.

L’atleta si è spenta martedì sera nella sua città natale di Diest. La malattia alla spina dorsale, soprattutto negli ultimi anni, le causava dolori atroci che le impedivano persino di dormire, con la paralisi delle gambe e crisi epilettiche che la costringevano ad assumere altissime dosi di antidolorifici e morfina. Considerava gli allenamenti la sua vera “medicina”: “Spingo così forte perché in questo modo riesco a spingere via la paura e tutto il resto”.

Vervoort aveva vinto l’oro nei 100 metri in sedia a rotelle T52 e l’argento nei 200 metri in sedia a rotelle T52 ai Giochi di Londra 2012. Alle paralimpiadi di Rio si era ripetuta con l’oro nei 400 metri T51/52 e il bronzo nel 100 metri T51/52. (fonte Ansa)