Mario Adinolfi: “Polemiche per la Supercoppa in Arabia? Intanto gli vendiamo le armi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 gennaio 2019 11:52 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2019 11:52
Mario Adinolfi: "Polemiche per la Supercoppa in Arabia? Intanto gli vendiamo le armi"

Mario Adinolfi: “Polemiche per la Supercoppa in Arabia? Intanto gli vendiamo le armi”

ROMA – Intervistato da “Radio Cusano”, Mario Adinolfi, il leader del “Popolo della Famiglia” se la prende con chi si indigna per la Supercoppa Italiana in Arabia Saudita: “Sono juventino accanito e guarderò la Supercoppa. Ho già preso i biglietti aerei per la finale di Champions a Madrid il 1 giugno. Per quanto riguarda la polemica sulle donne in Arabia – dice Adinolfi – è folle, il contratto è stato stipulato a suon di milioni sapendo bene che Stato fosse l’Arabia Saudita. Vendiamo miliardi di euro di armi agli arabi e non si può consegnare a Rugani e Donnarumma il ruolo di testimonial della durezza italiana contro i consumi arabi”.

“Il solito meccanismo all’italiana – spiega – prima prendi 25 milioni e poi pretendi di andare lì a dirgli come devono comportarsi. L’Arabia è un regime retrogrado, prova che l’Islam nel suo cuore ha un qualcosa di complicato da affrontare e se non lo affronta l’Islam diventa un problema sia a livello religioso che culturale. Quella roba è contenuta nei loro libri sacri. Di questo dovremmo discutere, ma questo è un ragionamento tabù, invece preferiamo togliere il bambinello dal Presepe per non dare fastidio agli arabi”.

Sulla proposta di Mantero (M5S) di legalizzare la cannabis. “E’ un segnale politico che non si era mai visto. Non c’era mai stato un esponente di questo livello del governo che presentasse una proposta di legge del genere. Siamo lieti che il ministro Fontana abbia detto che è escluso che il governo possa dare stura alla proposta del principale partito di maggioranza. Qui non parliamo neanche di cannabis light, che il Comitato superiore di sanità ha detto che è potenzialmente nociva. Pensate cosa sarebbe successo se il Comitato avesse definito un cibo potenzialmente nocivo. Invece la cannabis light si continua a spacciare, non è vendita è spaccio. Non solo il ministro Grillo non gli ha dato retta, ma ha sciolto il Comitato”.

Sull’uso dei contraccettivi. “Noi siamo contrari. La prevenzione si fa attraverso la sessualità responsabile, io non corro rischi di contrarre la malattia perché conosco la persona con cui faccio l’amore, quella persona ha lo stesso tipo di rispetto nei miei confronti. Se viene mio figlio di 18 anni a chiedermi di fare il giro delle prostitute, io non è che gli do il preservativo, gli do uno schiaffo e gli spiego che deve imparare a rispettare le donne. Anche per i rapporti occasionali è lo stesso, chi è più continente non corre rischi. Dire: vai con chi ti pare ma usa il preservativo è una risposta al problema che a me sembra debole”.