Mario Jardel racconta: “Facevo uso di droghe. Ma solo in vacanza…”

di Gianluca Pace
Pubblicato il 18 giugno 2019 11:43 | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2019 11:44
Mario Jardel con la maglia dell'Ancona (foto Ansa)

Mario Jardel con la maglia dell’Ancona (foto Ansa)

ROMA – Mario Jardel, uno degli attaccanti più prolifici degli anni ’90 (130 gol in 125 partite col Porto, 22 gol in 24 partite col Galatasaray, 53 gol in 49 partite con lo Sporting Lisbona), in questi giorni ha confessato di aver avuto dei significativi problemi di dipendenza dalla droga nel corso degli anni: “Sono entrato nel mondo della droga per curiosità quando giocavo in Europa. Ho iniziato a consumarla regolarmente quando ero in vacanza perché durante le competizioni ci sarebbero stati i controlli antidoping”.

Mario Jardel, dopo le sue esperienze in Portogallo e Turchia, ha girato mezzo mondo dove ha collezionato esperienze, diciamo, meno brillanti: nel 2003 l’esperienza al Bolton, nel 2004 la breve e deludente esperienza all’Ancona; nel 2004 l’attaccante è volato in Argentina dove ha giocato con il Newell’s Old Boys; nel 2005 doppia esperienza prima in Spagna, con l’Alaves e poi in Brasile con il Goias; poi ancora Portogallo, Turchia, Cipro, ancora Argentina, ancora Brasile ma anche Bulgaria e Arabia Saudita. 

Jardel dà la colpa della sua dipendenza allo stile di vita dei calciatori: “È uno dei problemi del calciatore – racconta – Hai un sacco di soldi e ci sono molte trappole, amicizie, tentazioni e curiosità”.

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“Ora – spiega – sono libero da quelle sostanze e mia moglie è stata fondamentale in questo. Era al mio fianco anche nei momenti più complicati. Ora voglio dare ai miei figli una buona immagine e dandomi da fare anche nel sociale in modo che i giovani non commettano gli errori che ho fatto io”.