Messi via da Barcellona? Papà Horacio dopo la casa apre partita Iva a Milano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Agosto 2020 9:02 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2020 9:03
Messi via da Barcellona

Messi via da Barcellona? Il papà apre partita Iva a Milano (Ansa)

Dopo la casa, la partita Iva. Il padre di Leo Messi ha registrato l’impresa di “Pubbliche relazioni e comunicazione” alla Camera di Commercio di Milano.

Messi via da Barcellona, dunque, con destinazione l’Inter? In effetti la notizia più che alimentare le speranze dei tifosi nerazzurri, offre ai media l’imperdibile occasione di far titolo e montare il film del divorzio del secolo.

Ma, come dire, sognare non costa niente. La stagione “zero tituli” del Barcellona autorizza ogni pensiero, il campione argentino è sicuramente deluso di una squadra che non sa più vincere.

Messi via da Barcellona? Manchester City e Psg in pole position

Che poi sia Milano la sua scelta è tutto un altro discorso. I rumors danno l’Inter al terzo posto come possibile approdo, dietro Manchester City e Paris Saint Germain.

Nella prima ritroverebbe Guardiola, nella seconda Neymar con il quale la Pulce si sentirebbe invincibile. Di sicuro sono le due squadre più attrezzate finanziariamente per accollarsi l’onere.

Restando ai movimenti del padre, è vero che dopo l’acquisto di un appartamento in zona Porta Nuova a Milano, il padre ha aperto una partita Iva in città.

A darne notizia addirittura la sezione Economia del Corriere della Sera. E’ vero anche che Jorge Horacio, il papà di Messi, ha acquistato casa anche a Miami, Londra, Buenos Aires.

Il presidente del Barcellona Bartomeu, impegnato in una difficile ristrutturazione societaria, ostenta sicurezza.

“Messi vuole finire la sua carriera al Barcellona. Parlo sempre con lui e soprattutto con il padre.
Il nuovo allenatore conta su di lui, per Koeman Leo è un pilastro di questa squadra”.

In realtà, il vero problema di Messi, sarebbe proprio lui, il presidente. Che non ha nessuna fretta di lasciare.

Il n.1 ha spiegato perché ha deciso di non dimettersi: “Sarebbe stato un gesto irresponsabile, invece le elezioni al 15 marzo ci permettono una transizione istituzionale fluida.

La responsabilità di tutto questo è condivisa, ognuno ha la sua parte di colpa ma chi ne ha di più sono io in quanto presidente”. (fonti Corriere della Sera, Ansa)