Messico 1986: Altobelli non basta, Maradona e Platini ci puniscono. Voto 5

Pubblicato il 26 Maggio 2014 10:58 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2014 11:37
Messico 1986: Altobelli non basta, Maradona e Platini ci puniscono. Voto 5

Maradona supera Giovanni Galli

ROMA – Messico 1986, quelli dei campioni del mondo buttati fuori subito. Arriviamo freschi di titolo e ce ne andiamo bastonati, puniti dagli “italiani” Maradona e Platini che fanno di noi quelli che vogliono. Gli eroi del Mundial 82 sono stanchi, ma al riconoscente Bearzot manca il coraggio per buttare nella mischia i giovani rampanti. Particolare da non sottovalutare: è il primo mondiale senza Nando Martellini, il primo con Bruno Pizzul promosso a commentatore degli Azzurri. Voto simpatia 5

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Portieri: Giovanni Galli (Fiorentina), Franco Tancredi (Roma), Walter Zenga (Inter)

Difensori: Giuseppe Bergomi (Inter), Antonio Cabrini (Juventus), Fulvio Collovati (Inter), Sebastiano Nela (Roma), Gaetano Scirea (Juventus), Roberto Tricella (Verona), Pietro Vierchowod (Sampdoria)

Centrocampisti: Carlo Ancelotti (Roma), Salvatore Bagni (Napoli), Giuseppe Baresi (Inter), Fernando De Napoli (Avellino), Antonio Di Gennaro (Verona), Marco Tardelli (Inter), Bruno Conti (Roma)

Attaccanti: Gianluca Vialli (Sampdoria), Alessandro Altobelli (Inter), Giuseppe Galderisi (Verona), Paolo Rossi (Milan), Aldo Serena (Juventus)

Commissario tecnico: Enzo Bearzot

Tra i convocati spiccano i 6 dell’Inter (la squadra più rappresentata) e alcuni reduci dal trionfo di 4 anni prima (ma Paolo Rossi e Tardelli non giocheranno praticamente mai). Ci sono anche tre giocatori del Verona delle meraviglie, che nel 1985 ha vinto il suo primo, storico (e unico) Scudetto.

Il cammino. L’Italia esordisce nella partita inaugurale del Mondiale, contro la Bulgaria. Passiamo in vantaggio con Altobelli (che senza Rossi finalmente diventa il nostro centravanti titolare), veniamo raggiunti da Sirakov nel finale. E in patria cominciano i mugugni.

Il secondo impegno è con l’Argentina (che vincerà poi il torneo). L’Argentina di Maradona, Burruchaga e Valdano. Ma questa ce la giochiamo alla pari, passiamo subito con un rigore di Spillo Altobelli. Maradona ci riprende con una magia, ma alla storia passerà l’intervento molle di Giovanni Galli sul tiro del Pibe de Oro. Com’è lontano Zoff…

Per passare dobbiamo battere la Corea del Sud. Una passeggiata, sulla carta. Una mezza impresa, nei fatti. Ci vuole la doppietta del solito, generosissimo Altobelli e un autogol di Cho Kwang-Rae per afferrare con le unghie gli ottavi.

E negli ottavi ci aspetta la Francia di Le Roi Michel Platini, altri favoriti al titolo (solo la Germania li butterà fuori in semifinale). Proprio il fenomeno della Juve apre le danze, e nella ripresa chiude i conti Stopyra. Italia a casa, il “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo” di Nando Martellini è solo uno sbiadito ricordo.

I più simpatici.

Alessandro Altobelli, voto 9: praticamente tiene in piedi la nazionale da solo. 4 gol nelle prime 3 partite, nell’ultima Bearzot gli toglie l’unico regista (Di Gennaro) e infarcisce la squadra di mediani. E a lui non arrivano più palloni giocabili. Senza l’esplosione di Rossi sarebbe stato titolare anche nell’82.

Antonio Di Gennaro, voto 6,5: regista vecchio stampo, dà ordine in un reparto che altrimenti dipende solo dall’estro di Bruno Conti. Nella partita da dentro o fuori Bearzot gli preferisce il mastino Beppe Baresi. Ma Platini farà comunque quello che vuole

I più antipatici

Giovanni Galli, voto 4: il gol subito da Maradona diventerà la copertina di questo Mondiale da dimenticare per l’Italia. E il confronto con il mito di Dino Zoff lo fa sfigurare oltre i propri demeriti.

Giuseppe Galderisi, voto 5: parafrasando il compianto Boskov, attaccante che non segna…il centravanti del Verona viene preferito a Vialli e Serena. Non lascia traccia, da questa esperienza comincerà il suo declino anche a livello di club

Enzo Bearzot, voto 5: si fa fatica a mettere insufficiente al condottiero del trionfo in Spagna. Ma questa Italia non ha un gioco, non ha carattere, non ha fame. Forse doveva rischiare un po’ di più (leggi Vialli) e portare meno cariatidi (vedi Rossi e Tardelli). Ma in questi casi è difficile non essere riconoscenti.

Il video di Italia-Argentina

Il video di Italia-Francia