Michael Schumacher, seconda operazione al cervello: si accende piccola speranza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 gennaio 2014 9:35 | Ultimo aggiornamento: 2 gennaio 2014 10:04
Michael Schumacher, seconda operazione al cervello: si accende piccola speranza

Michael Schumacher, seconda operazione al cervello: si accende piccola speranza

GRENOBLE, FRANCIA – Le condizioni di Michael Schumacher, ex pilota della Ferrari, sono lievemente migliorate, ma restano ancora molto gravi dopo la caduta dagli sci che gli ha provocato un coma. Lo hanno confermato i medici dell’Ospedale universitario di Genoble in Francia, che lo hanno in cura.

Schumacher  è stato sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico per asportare un secondo ematoma intracranico sul lato sinistro del cervello.

L’operazione si è resa possibile dopo che   la TAC aveva mostrato lievi ed inaspettati segni di miglioramento. Lo staff medico ha deciso, insieme alla famiglia Schumacher, di riportare il campione in sala operatoria.

La Gazzetta dello Sport fa il punto sulle condizioni di salute di Michael Schumacher, finito in coma dopo un incidente con gli sci fuori dalla pista di Grenoble, in un articolo a firma dell’inviato in Francia Giusto Ferronato. Riportiamo l’articolo della rosea.

“… Il via-vai di tante persone comuni, in visita ai propri cari ricoverati, ricorda in modo crudo ai giornalisti di mezza Europa che il reparto urgenze dell’ospedale di Grenoble è un luogo universale, che unisce nel destino uomini e donne senza distinzioni. L’unica differenza è che qui è ricoverato anche un sette volte campione del mondo della F.1, che lotta per la vita nel suo letto in una stanza al quinto piano, nel reparto di rianimazione, protetto nella sua difficile e silenziosa corsa da guardie che camminano su e giù in due corridoi paralleli con le pareti bianche e il pavimento di un neutro linoleum azzurro.Precauzioni quasi necessarie per evitare che qualcuno cerchi di avvicinarsi, specie dopo la notizia di un presunto giornalista che lunedì avrebbe cercato di introdursi vestito da prete, episodio raccontato dalla stampa tedesca, confermato dalla portavoce Sabine Kehm, ma mai verificato perché di questo signore si sono perse tutte le tracce.

Coma Tra ieri e martedì Michael ha trascorso una notte tranquilla, in condizioni stabili, restando sedato in coma farmacologico indotto e in ipotermia per evitare ogni tipo di possibile aumento della pressione sanguigna intracranica. Il gran premio più drammatico di Schumi, iniziato con la caduta di domenica sulle nevi di Meribel, è però ancora pieno di insidie. Dopo il primo intervento chirurgico d’urgenza, Michael ne ha sostenuto un secondo nella notte tra lunedì e martedì. I primari dell’ospedale hanno spiegato che si è deciso di intervenire perché «abbiamo notato un’immagine del cervello migliore rispetto a quella di domenica. Lo scopo dell’intervento durato due ore e riuscito, è stato rimuovere un edema sul lato sinistro del capo, apparso più facile da trattare. Abbiamo condiviso con la famiglia la decisione, non facile». Ma la paura è compagna di squadra in questa corsa. «Restano ulteriori anomalie che teniamo costantemente sotto osservazione».

Rispetto Un’osservazione durata per tutta la giornata di martedì e la notte di Capodanno. Michael e la sua famiglia sempre al capezzale non hanno potuto brindare al 2014. Ma la notte è trascorsa tranquilla. Al mattino, in una Grenoble ancora assonnata dai sobri festeggiamenti, il volto della portavoce Sabine e’ comparso davanti a telecamere e taccuini all’ingresso del nosocomio. Solo per dare la notizia che l’ex campione della Ferrari ha passato la notte in condizioni stabili e che «in questa situazione la cosa va considerata una buona notizia». Perché la situazione di cui stiamo parlando, va detto per evitare ogni tipo di equivoco, è quella di un uomo che non si può ancora definire fuori pericolo. Il professor Gerard Saillant, che in qualità di amico personale ha partecipato all’affollatissima conferenza stampa di martedì, ha voluto fare importanti precisazioni: «So che fate un mestiere difficile e che la vostra presenza è un vero segnale di affetto per Michael, di cui la famiglia vi ringrazia. Ma in questo momento fare delle previsioni cliniche sarebbe stupido, ci rifiutiamo di farle, i pronostici non hanno alcun senso, vi riferiamo i fatti, non quello che accadrà. La partita non è vinta, fateci quindi fare il nostro lavoro senza mettere pressione». Una testimonianza toccante, quasi un monito rivolto ai media di cercare di essere quanto più rispettosi possibile di una situazione che è ancora critica.

Todt E allora si comprende anche meglio il perché delle due visite di Jean Todt, rientrato dalle vacanze in corso a Bali per poter stare vicino a un ex pilota che considera come un figlio. Il presidente della Fia, che al timone della Ferrari, ha guidato la fantastica cavalcata di Michael nei primi anni Duemila, era presente martedì e lo è stato a lungo anche ieri: un legame fortissimo. E così pure è stato per Luca Badoer, che con Schumacher sempre in quegli anni in Ferrari ha condiviso ore e ore di test in pista e di attività extralavorative: la grande amicizia si è vista anche martedì, col pilota di Montebelluna venuto a testimoniare la sua vicinanza lasciando i giornalisti con poche parole: «Siamo positivi… “.