Michel Platini: “Pilotammo il sorteggio del Mondiale 1998. Volevamo Francia-Brasile in finale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 maggio 2018 7:33 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2018 8:32
francia 1998 worldcup

Michel Platini: “Pilotammo il sorteggio del Mondiale 1998. Volevamo Francia-Brasile in finale”

PARIGI – Anche da squalificato – non potrà ricoprire cariche ufficiali fino al 2019 – l’ex presidente dell’Uefa Michel Platini non si tira indietro. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] E in un’intervista per celebrare i 20 anni dal titolo mondiale della Francia ai mondiali vinti in casa, confeziona un regalo avvelenato: ammette che quella finale con il Brasile fu anche il frutto di “trucchetti” al momento del sorteggio.

L’immediato clamore della rivelazione di Platini ha spinto il quotidiano L’Equipe a una difesa d’ufficio: “Fu una procedura negoziata prima del sorteggio – scrive – e poi riutilizzata nelle edizioni seguenti”.

Francia e Brasile – teste di serie una perché paese organizzatore l’altra perché campione in carica – potevano essere sorteggiate, come vuole il regolamento, in qualsiasi degli otto gruppi. E invece, le “palline calde” uscirono nel gruppo A e nel gruppo C, in modo da non potersi mai incontrare prima della finale: “Quella finale era il sogno di tutti” rivela nell’intervista alla radio France Bleu, anticipata in alcuni brani ma in onda domenica integralmente.

La Francia vinse così il suo unico mondiale, 3-0 in una partita dai risvolti drammatici e rimasti in parte misteriosi, soprattutto per il malore di Ronaldo alla vigilia. Platini era co-presidente del Comitato organizzatore: “Giocavamo in casa, bisognava pur approfittarne…” dice quasi scherzando, con aria di sufficienza. “Non ci rompe le scatole sei anni ad organizzare un mondiale per poi non fare nemmeno qualche piccolo imbroglio”, continua, ridendo. E aggiungendo: “Pensate che gli altri non abbiano fatto lo stesso?”.

In realtà, il sorteggio vero e proprio si fece per le altre sei squadre, compresa l’Italia. Francia e Brasile sapevano in quali gironi sarebbero capitate: bastava arrivare al primo posto e l’incrocio ci sarebbe stato soltanto in finale.

Secondo L’Equipe, il criterio non è mai stato trasparente: a Italia 90 “le teste di serie erano ripartite automaticamente secondo una classifica dai criteri sfumati, basata sul comportamento ai mondiali precedenti. La Spagna criticò quella formula non molto precisa, in base alla quale l’Inghilterra fu testa di serie”. E “nel 1994 le nazionali ‘prestigiose’ (Germania, Brasile, Italia) più gli USA trattarono con l’organizzatore per scegliere la città del primo turno. Dopo il 1998, il “trucchetto” fu utilizzato nel 2002 e nel 2006.