Gianni Morandi: “Mihajlovic mi ha emozionato. Anche i tifosi del Verona lo hanno applaudito”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Agosto 2019 18:50 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2019 18:50
Mihajlovic Gianni Morandi emozionato tifosi del Verona anche

Mihajlovic è tornato in panchina (foto Ansa)

BOLOGNA – Gianni Morandi, ex presidente onorario del Bologna  e grande tifoso rossoblù, si è emozionato per la presenza inaspettata di Sinisa Mihajlovic sulla panchina della sua squadra del cuore. Le sue dichiarazioni sono riportate da Sky Sport. 

“Ieri sera ero a Verona a vedere la prima partita di campionato del Bologna. Sorpresa incredibile, è arrivato Sinisa Mihajlovic, l’allenatore che, come sapete, è malato di leucemia acuta, e che ha voluto essere vicino ai suoi giocatori per questo inizio, contro il parere dei medici, rischiando moltissimo. Un uomo coraggioso, forte, che sta combattendo una battaglia durissima, quella per guarire la sua malattia, però ha voluto essere lì. Ci siamo emozionati tutti e alla fine un grandissimo applauso anche dai tifosi del Verona. Che coraggio. Forza Sinisa”.  

In realtà, Mihajlovic non ha agito di testa sua ma ha rispettato scrupolosamente le indicazioni fornite dai medici. 

“Sinisa ha dimostrato di essere un paziente esemplare,. Ha fatto tutto quello che gli è stato detto e consigliato, non si è mai sottratto ai consigli”. Il professor Michele Cavo, direttore dell’Ematologia dell’ospedale Sant’Orsola, descrive così il comportamento dell’allenatore serbo del Bologna, in cura per una leucemia. Ricostruendo il dialogo che ha portato Mihajlovic a seguire la squadra nella prima di campionato, ieri a Verona, Cavo ha spiegato che giovedì l’allenatore gli aveva “manifestato un suo fortissimo desiderio di essere in campo”. Venerdì ci sono stati “ulteriori segnali di miglioramento allora gli ho detto di organizzare, ma che mi sarei riservato di dargli l’ok finale tra sabato e domenica”.
    Mihajlovic “è stato ligio alle raccomandazioni che gli avevo dato: ha indossato la mascherina quando era in macchina con l’autista. Il consiglio che gli avevo dato era di presentarsi in campo a viso scoperto senza nessuna precauzione, visto che lì i rischi sarebbero stati inferiori” (fonte Ansa).