Milan, Adriano Galliani: addio formalizzato consiglio amministrazione di aprile

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Novembre 2013 8:44 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2013 8:45
Milan, Adriano Galliani: il lungo addio (prima pagina Gazzetta dello Sport)

Milan, Adriano Galliani: il lungo addio (prima pagina Gazzetta dello Sport)

MILANO – ‘La Gazzetta dello Sport’, in un articolo a firma di Alessandra Bocci, parla dell’argomento del giorno: il cambio di consegne in casa Milan

Entro aprile il club sarà di Barbara Berlusconi, che tratta con Paolo Maldini, Demetrio Albertini, Claudio Fenucci, Uva e Paratici.

Galliani si è limitato ad un laconico: “Berlusconi sarà sempre il mio presidente”.

Riportiamo alcuni passaggi dell’articolo della ‘rosea’

Adriano Galliani se ne andrà con l’onore delle armi e al momento deciso insieme al grande capo Silvio Berlusconi, ma quello che si è consumato nel vertice di ieri è il saluto a un’era che se ne va. Il prossimo Milan avrà il timbro di Barbara Berlusconi, che dopo un periodo di apprendistato ha deciso che era venuto il momento di incidere di più, proprio perché i risultati mancano, i soldi non abbondano, e quindi bisogna studiare una filosofia nuova. Cambiare rotta, come ha detto Barbara. E certe volte per cambiare rotta è necessario anche cambiare timoniere. Anche se Galliani ieri ha ripetuto la sua fedeltà alla casa: «Il mio presidente sarà sempre Silvio Berlusconi. Siamo legati per tutta la vita».

Prologo Lo strappo a un passato carico di successi non è cosa di questi giorni. Risale a due anni e mezzo fa, quando la figlia di Silvio è entrata nel consiglio di amministrazione. Il suo ingresso negli uffici di via Turati è datato invece dicembre 2010, e sembrava l’approdo naturale per il membro di una famiglia che ha fatto la fortuna del club. Barbara ha studiato l’ambiente, poi ha accelerato. E’ scattata in avanti una settimana fa, approvando un lancio dell’agenzia Ansa che raccontava il frutto dei suoi colloqui con il padre dopo la sconfitta della squadra contro la Fiorentina. Barbara vuole cambiare, si scriveva, e il destinatario del mittente è presto trovato: Adriano Galliani, il quale, con spirito pratico, ha chiesto subito un colloquio con il presidente. Barbara non ha mai fatto il suo nome e anzi ha detto: «Non ho mai chiesto il cambio dell’amministratore delegato». Ma Galliani non poteva sopportare ombre e incertezze. Ed eccolo arrivare ieri all’ora di pranzo a Villa San Martino. Berlusconi era tornato a casa, in Brianza, la sera prima.

Alle 13 circa un’Audi sfila dentro i cancelli. Non è Galliani, ma Fedele Confalonieri, altro cardine dell’universo berlusconiano. Alle 13.22, ecco l’auto dell’amministratore delegato del Milan, che congeda il suo autista: «Vai a pranzare con calma, poi torna a prendermi». Silvio e i suoi due invitati chiacchierano fra vecchi amici, poi si sistemano in sala da pranzo. Fuori il nugolo di cronisti cresce, mentre ogni tanto gli abitanti di Arcore, pur abituati al trambusto, si fermano incuriositi.

Passano le ore e Barbara, che ha già parlato a lungo con il padre, tace. Non è il momento per lei di esporsi ancora, perché spetta a Silvio e Galliani trovare una strategia d’uscita. All’erede preme solo che arrivi il cambio di rotta richiesto per aprire un nuovo ciclo. Tempi e soprattutto modalità dell’operazione saranno decisi dai vecchi capi indiani che con Berlusconi hanno disegnato un’epoca del club. E i tre parlano, chiacchierano, rinsaldano la loro antica amicizia, ma il tempo non si può fermare. I giovani sono voraci e quello che si è aperto nel Milan è uno scontro generazionale. C’è da chiudere un periodo per aprirne un altro in modo costruttivo, senza strepiti che non farebbero bene a nessuno. Quando nel pomeriggio il cancello della villa si apre, esce l’auto di Confalonieri. Giusto il tempo di inquadrare Berlusconi e Galliani nel vestibolo, e il cancello si chiude di nuovo. Si riapre alle 16.20. Dopo tre ore di incontro, Galliani lascia casa Berlusconi.

L’amministratore delegato che prima di pranzo non si era fermato con i giornalisti, all’uscita dalla villa chiede al suo autista di frenare, abbassa il finestrino e consegna una versione dei fatti che è più che altro l’elogio di un’era e soprattutto della sua amicizia con il grande capo. «Sono legato al presidente Berlusconi per tutta la vita. Silvio Berlusconi è il numero uno al mondo e anche questa volta lo ha dimostrato. Ci conosciamo dal 1979 e lui è il mio presidente. Leggo tante ipotesi sul mio futuro, ma non andrò da nessuna parte. Il Psg? Robe da pazzi (in serata ha smentito anche il club parigino, ndr) , le altre ipotesi sono fantascienza. Se lavorerò ancora nel calcio lo farò solo nel Milan. Ripeto, Berlusconi sarà il mio presidente per tutta la vita. Un comunicato? Non ci sarà nessun comunicato. Cosa cambierà? Non aggiungo altro, saluti a tutti, ci vediamo allo stadio a Verona». L’impressione è che l’addio potrà avvenire di fatto anche prima, ma sarà formalizzato nel consiglio di amministrazione di aprile”.