Milan, Berlusconi: “Pato da centellinare. Ammiro Conte. Guardiola? Vedremo”

Pubblicato il 25 Novembre 2012 9:31 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2012 9:32
Pato

Pato

MILANO – “Pato è un problema e va usato col contagocce”. “Guardiola sulla panchina del Milan? E’ dura ma ci proveremo”. Silvio Berlusconi è tornato ancora una volta a Milanello per stare vicino alla squadra e trasmettere la stessa carica della settimana scorsa. Stimoli che poi sfociarono nella bella prova del San Paolo e nella vittoria con l’Anderlecht. Ma ora a Milano arriva la Juve.

Berlusconi ha parlato nuovamente alla squadra e in particolar modo a Pato, il cui futuro è quanto mai incerto, dopo lui stesso ha detto: “Abbiamo un problema-Pato”. “È giusto centellinare le sue presenze – ha chiarito – Questo è l’ambiente più consono per farlo tornare il Pato di prima. Lui era il nostro miglior gioiello, con la possibilità di 10 anni di carriera nel Milan e di diventare un simbolo per molti anni. I risultati sul campo non sono criticabili per i numeri e i gol. Ma poi c’è stata una serie di tanti, troppi incidenti. Ora è uscito da questa serie negativa, ma deve recuperare integrità fisica e fiducia. Non deve esporsi a un’intensa partecipazione nelle partite, deve essere usato con il contagocce per uscire da questo momento. Se ci fosse un nuovo incidente il morale andrebbe sotto terra. Uno scambio con Balotelli? Non mi piacciono gli scambi”.

Arbitri e elogio alla Juve. “Ammetto di apprezzare Antonio Conte – dice Berlusconi – Mette in campo una squadra sempre ragionata e vigorosa. So che fa allenamenti massacranti, ma se poi in campo corrono così…. I rapporti con la Juventus sono molto buoni, ma mi sembra eccessivo parlare di alleanza. Gli arbitri? A volte sbagliano, lo sappiamo. Se lo fanno a favore del Milan non mi dispiace”.

Guardiola. Berlusconi ammette quindi di non aver abbandonato la pista Guardiola, anche se, come l’ex premier ammette, la concorrenza è molto agguerrita: “Chi non vorrebbe uno come Guardiola? Ne abbiamo parlato anche con Allegri”.