Milan e Inter: un derby scudetto. Ma Napoli e Udinese ci credono. Fiorentina e Roma: l’anno dei rimpianti

Pubblicato il 20 Marzo 2011 23:25 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2011 23:25

Cavani esulta dopo il gol del 2-1

ROMA – Con il Milan che gioca a farsi del male all’Inter basta il minimo, un 1-0 striminzito al Lecce, per riaprire tutti i giochi, godersi la settimana di pausa in tutta tranquillità. Stesso discorso per il Napoli: col Cagliari bisogna soffrire e lottare. Il risultato, però, premia gli uomini di Mazzarri: finisce 2-1. Non è un caso: il Napoli è tornato a fare risultato quando è tornato ad avere a disposizione l’intero tridente e, soprattutto, quando sono tornati i gol di Cavani. Oggi due.

Per l’Inter, invece,  è una situazione ottimale per prepararsi il derby. Vedendo la situazione potrebbe persino venire la tentazione di pensare a un risultato scritto: il Milan ci arriva senza Ibrahimovic, dopo aver pareggiato in casa col Bari e perso a Palermo, e fresco di eliminazione di Champions.

L’Inter ci arriva a distanza di sorpasso (-2), fresco di vittoria e di impresa in quel di Monaco di Baviera. Nel calcio, soprattutto nei derby, però, l’inerzia conta davvero poco. Certo, il Milan ce l’ha messa tutta per renderlo un vero “derby scudetto” perdendo, sabato sera, 1-0 a Palermo. Per i rosanero è la prima vittoria dopo cinque sconfitte consecutive, la prima con Serse Cosmi dopo i ko con Lazio e Genoa.

Quanto al Milan, un conto è l’importanza da un grande giocatore, altro conto è non poter proprio giocare a calcio senza Ibrahimovic. La sensazione è che con altri due turni di squalfica per lo svedese l’Udinese avrebbe davvero potuto rientrare. I friulani vincono (2-0) anche in casa col Catania, la notizia semmai, è che non segna Sanchez (mentre Di Natale piazza il rigore della tranquillità). Guidolin continua a scherzare sui punti di distanza dal Milan, ma qui, se l’Udinese dovesse vincere anche a Lecce, in caso di pari nel derby, potrebbe davvero iniziare un nuovo campionato.

La partita più interessante del giorno è stata però quella di Firenze, una sorta di gara dei rimpianti. Rimpiange l’inizio ad handicap e i troppi infortuni la Fiorentina, rimpiange la tardiva sostituzione di Ranieri con Montella la Roma e la partita finisce 2-2, risultato che nn serve ai viola per tentare l’aggancio al treno Europa League e che fa perdere due punti sul quarto posto ai giallorossi. Resta la sensazione di due squadre in salute. I giallorossi, poi, si godono il ritorno di Totti (quattro gol in due partite) e la certezza di aver ritrovato almeno un progetto di gioco e un minimo di condizione atletica.  Per Fiorentina e Roma, però, sembra che tutto sia successo un po’ troppo tardi.

Anche perché, a differenza di quanto accaduto nel girone d’andata, la Lazio non si smarrisce nell’effetto derby e pur senza strafare vince di misura, 1-0, col Cesena. Segna Zarate dopo neppure due minuti, poi la squadra di Reja tiene il campo abbastanza bene sfiorando più volte il raddoppio.

Torna alla vittoria anche la Juventus, che batte 2-1 il Brescia grazie a un gol decisivo e bellissimo di Alessandro Del Piero. Non basta, ovviamente, a placare la contestazione dei tifosi: anche oggi è stato esposto uno striscione contro la società, accusata, senza mezzi termini, di incompetenza.  I punti, dopo oggi, sono 45: la Juve resta lontanissima dal quarto posto e a rischio anche per l’Europa League.

Pareggio che può andare bene a tutte e due, quindi, tra Bologna e Genova. Segna il solito Di Vaio e risponde, in chiusura di primo tempo, Dainelli. Il Bologna arriva a 40 (sarebbero 43 senza la penalizzazione) mentre il Genoa si attesta a 39, un punto dalla quota che, di norma, vuol dire salvezza tranquilla. Per il Bologna è un trionfo, per il Genoa una stagione leggermente sotto le aspettative.

In fondo alla classifica il colpaccio lo fa il Chievo che vince 2-1 a Bari: gol di Pellissier e Moscardelli, pugliesi con un piede e tre quarti in Serie B, e veronesi che arrivano a 35 e, soprattutto, mettono quattro squadre ( Parma, Sampdoria, Catania e Cesena) tra loro e la zona retrocessione. Una riflessione a parte, e non è la prima volta, la merita la Sampdoria. Oggi è arrivato l’ennesimo ko (0-1 col Parma) aggravato dal fatto che era uno scontro diretto. Ma non è e non può essere un episodio: lo score del girone di ritorno dei blucerchiati è da brividi: 1 vittoria, due pareggi e otto sconfitte. Ora arrivano altre due partite decisive: in casa del Chievo e poi a Genova col Lecce. Servono almeno 4 punti, altrimenti per la squadra di Cavasin si farà durissima.