Milan-Inter, Mazzarri non ha più alibi: si gioca tutto nel derby

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2014 9:36 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2014 9:36
Milan-Inter, Mazzarri non ha più alibi: si gioca tutto nel derby

Mazzarri (LaPresse)

MILANO – Dodici giorni per trovare la soluzione ai problemi dellInter. Mentre il presidente Thohir ripartirà per l’Indonesia, Walter Mazzarri domani pomeriggio tornerà ad Appiano Gentile e inizierà con la squadra la preparazione al derby: vero esame da superare e partita che decreterà il suo futuro.

Ci sarà tensione nell’ambiente nerazzurro, perchè i fischi di San Siro hanno infastidito anche i giocatori, il pari col Verona ha deluso tutti e l’allenatore toscano sente la pressione della fiducia a termine del presidente. Premesse che non aiutano ad affrontare una gara da sempre adrenalinica come quella col Milan. Ma Mazzarri dovrà gestire al meglio la situazione se vuole rinsaldare la sua posizione sulla panchina nerazzurra. Anche perché gli alibi adottati nelle ultime settimane si stanno esaurendo.

La “benedetta sosta” come l’ha definita lo stesso tecnico, infatti, gli permetterà di recuperare la quasi totalità degli infortunati. Osvaldo è già stato utilizzato nell’ultimo quarto di Europa League a Saint Etienne e sarà pronto per un posto da titolare (oggi, nonostante la giornata di riposo, si è allenato ad Appiano insieme a Icardi e Palacio); i lungodegenti D’Ambrosio e M’Vila torneranno disponibili; Guarin non è stato neppure chiamato dal ct della Colombia e avrà tempo per completare il recupero, stesso discorso per Hernanes. Oltretutto questa volta sono solo sette i nerazzurri convocati dalle rispettive nazionali: Kovacic, Medel, Ranocchia, Kuzmanovic, Handanovic, Mbaye e Bonazzoli. Mazzarri avrà quindi gran parte della squadra a disposizione nei giorni precedenti al derby del 23 novembre. Non ci sono più scuse per il tecnico: contro il Milan l’unico risultato ammesso è la vittoria.

Anche perché il suo è un posto ambito da molti colleghi. E per quanto la società non abbia ancora fatto sondaggi ufficiali, si profilano parecchie alternative che troverebbero soddisfatto anche il pubblico del Meazza. Dall’allettante e romantico ritorno di vecchie conoscenze della panchina nerazzurra, a volti nuovi e fortemente ambiziosi.

Mancini ha più volte mandato chiari messaggi alla società, aprendo alla possibilità di un suo ritorno e ricordando con affetto le vittorie conquistate. Leonardo, altro nome caldo, è un pupillo di Moratti e conclusa l’esperienza dirigenziale al Psg non disdegnerebbe un’avventura sul campo.

Un’altra possibilità il presidente la troverebbe in casa con Stefano Vecchi, guida della Primavera protagonista di un impeccabile avvio di stagione. Senza dimenticare, poi, Walter Zenga rimasto nel cuore dei tifosi dopo i dodici anni con la maglia dell’Inter.

Se invece Mazzarri riuscisse a tenersi stretta la panchina, il club potrebbe tentare l’affondo a giugno a uno tra Roberto Martinez, manager dell’Everton, e Sinisa Mihajlovic della Sampdoria. La lista è lunga e tutto è nelle mani del tecnico toscano. Dodici fatidici giorni in cui sarà lui stesso autore della sua storia.