Milan-Lazio andava sospesa per i cori razzisti dei tifosi laziali. Le norme disattese da Mazzoleni

di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 26 Aprile 2019 9:13 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2019 9:13
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Milan-Lazio andava sospesa per i cori razzisti dei tifosi laziali. Le norme disattese da Mazzoleni

ROMA – Milan-Lazio andava sospesa. E invece, nonostante i ripetuti cori razzisti contro Bakayoko e Kessie (e la banane sventolate) dei tifosi biancocelesti prima, durante e dopo, la partita si è svolta regolarmente ed è stata portata a termine dall’arbitro Mazzoleni, lo stesso di Inter-Napoli del 26 dicembre con i ripetuti ululati verso Koulibaly.

Proprio dopo Inter-Napoli, a fine gennaio il consiglio federale ha varato una modifica all’articolo 62 delle Noif (Norme organizzative interne) semplificando le procedure. Il regolamento modificato della FIGC infatti, prevede che, al primo richiamo le squadre devono essere radunate dall’arbitro al centro del campo, mentre al secondo richiamo (anziché al terzo, come era previsto in precedenza), i giocatori devono rientrare temporaneamente negli spogliatoi. Spetta, poi, al responsabile di pubblica sicurezza decidere se sospendere definitivamente la gara o meno.

Durante la semifinale di Coppa Italia lo speaker ha lanciato due avvisi agli ultrà laziali, rimasti però inascoltati. E lasciati cadere nel vuoto dall’arbitro Mazzoleni. Per ragione di ordine pubblico però la decisione ultima di interrompere la partita spetta al responsabile designato dal ministero dell’Interno, ma Mazzoleni avrebbe potuto fermare temporaneamente il gioco. Invece, come spesso è accaduto, ha vinto l’indifferenza. (fonte LA REPUBBLICA)