Milan-Rangnick, ormai ci siamo ma Maldini lo attacca: “La sua è una invasione di campo, impari il rispetto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2020 19:24 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2020 19:27
Milan-Rangnick, ormai ci siamo ma Maldini lo attacca: "La sua è una invasione di campo, impari il rispetto"

Milan-Rangnick, ormai ci siamo ma Maldini lo attacca: “La sua è una invasione di campo, impari il rispetto” (foto Ansa)

MILANO – Manca solamente l’ufficialità ma salve sorprese dell’ultimo istante, Rangnick sarà il nuovo allenatore del Milan.

Allo stesso tempo, è praticamente certo l’addio di Maldini al termine di questo campionato.

L’attuale dirigente del Milan considera una “invasione” di campo le richieste di “pieni poteri gestionali” di Ralf Rangnick per accettare un ruolo nel Milan.

Maldini lo invita a ripassare “il concetto del rispetto” per chi sta cercando di ultimare la stagione “in modo professionale anteponendo il bene del club all’orgoglio”.

Non ho mai parlato con Rangnick – dichiara il direttore tecnico rossonero all’ANSA -.

Non capisco su quali basi vertano le sue dichiarazioni.

Anche perché dalla proprietà non mi è mai stato detto nulla“. 

Rangnick al Milan, altra conferma: la Red Bull lo depotenzia.

Si arricchisce di un nuovo capitolo la telenovela Ralf Rangnick-Milan.

Il suo ruolo di vertice tecnico per tutte squadre Red Bull è stato molto depotenziato in queste ore:

Rangnick – come riporta la Dpa – è diventato un consulente perché “scavalcato” da Oliver Mintzlaff, promosso da amministratore delegato del Lipsia a responsabile dell’intero settore calcio per l’azienda austriaca.

Mintzlaff potrebbe essere stato scelto da Red Bull come naturale sostituto di Rangnick dopo che il tedesco, per sua stessa ammissione (“il Milan mi ha contattato, avevo già avvertito il mio club”), aveva informato la proprietà della sua decisione di lasciare a fine stagione.

Una seconda interpretazione, invece, suggerirebbe che i continui riferimenti del tedesco al Milan siano una strategia per provare a forzare la mano a Gazidis per ratificare i primi contatti in accordi proprio perché consapevole della decisione della Red Bull di promuovere Mintzlaff.

La proprietà rossonera in questi mesi si è sempre mostrata cauta e ha recentemente ricordato che ogni valutazione sul futuro di Pioli – il cui lavoro resta molto apprezzato – verrà fatta, come prassi, al termine dell’anno.

Gazidis ha rotto con Boban e Maldini perché ha scelto il tecnico tedesco contro la loro volontà.

Le voci su Rangnick al Milan si rincorrono da tempo e sono state alla base degli screzi tra Ivan Gazidis e l’area sportiva:

Boban è stato licenziato a inizio marzo per una sua intervista non concordata in cui criticava l’operato dell’ad, reo di non aver avvertito gli altri dirigenti di aver contattato il manager tedesco.

Due giorni fa Paolo Maldini aveva puntato il dito contro Rangnick, accusandolo di invadere il campo altrui e invitandolo ad imparare il rispetto.

Rangnick resta comunque il principale candidato alla panchina del Milan per la prossima stagione (fonte Ansa).