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Balotelli, calci e insulti con fotografo fuori discoteca Covino: ma smentisce

Balotelli, calci e insulti con fotografo fuori discoteca Covino: ma smentisce (LaPresse)

Balotelli, calci e insulti con fotografo fuori discoteca Covino: ma smentisce (LaPresse)

ROMA – Dalle lacrime di Napoli alla lite in discoteca passando per l’inserimento nella top ten dei ‘Bad boy’ stilata da France Football, appena dopo gente come i brasiliani Edmundo e Dadà Maravilha. Non c’è proprio pace negli ultimi tempi per Mario Balotelli che solo pochi giorni fa era stato ribattezzato ‘super mariuolo’ e ieri sera è stato protagonista dell’ennesima ‘Balotellata’ con calci e insulti con un fotografo nei pressi del ‘Covino’, nota discoteca di Santa Margherita Ligure.

Episodio, però, ridimensionato dallo stesso milanista, indisponibile per un problema alla spalla destra che lo blocca per 10 giorni, e secondo cui non ci sarebbe stata nessuna rissa ma una discussione sostenuta col fotografo che voleva effettuare alcuni scatti nonostante la richiesta di privacy. Nuovo capitombolo da dimenticare per Balotelli che era stato classificato al decimo posto, prima di Chinaglia , Cantona e Maradona, nella graduatoria del settimanale francese che si e’ divertito a stilare una lista di ‘cattivi ragazzi’ del calcio, tra “alcolisti, violenti, criminali, drogati, provocatori, depravati sessuali, fulminati”.

Prima di diventare un neologismo, le sue ‘Balotellate’, dai parcheggi fantasiosi ai colpi sparati con una scacciacane per strada a due passi dalla stazione Centrale, sono il cruccio dell’allenatore che lo lancia, Mancini, del tecnico dell’Under 21, Casiraghi, e soprattutto di Mourinho. Il rapporto fra i due e’ complicato, fra punizioni, ramanzine pubbliche (l’apice di Mourinho:

”Hai un solo neurone, se non migliori allenandoti con Zanetti”) e private. Balotelli a tratti fatica a gestire la pressione, una volta in allenamento scoppia a piangere dopo la ramanzina di un compagno. Qualche allenamento svogliato, un rigore conteso a Eto’o, indossare calzini rossoneri (puntualmente tagliati da Materazzi) e cantare l’inno del Milan in spogliatoio gli costa le simpatie in squadra e fra i tifosi. Il 7 gennaio 2010 Balotelli vive come un paradosso la multa del giudice sportivo per l’applauso sarcastico ai ‘buu’ razzisti del pubblico di Verona.

Nasce dentro la voglia di andare via, e l’insofferenza esplode il 20 aprile, quando insulta tutto il Meazza e getta la maglia per terra dopo la vittoria contro il Barcellona. Il 9 maggio, sotto la Curva Nord, segna il suo ultimo gol nerazzurro, a un passo dal Triplete. Nell’euforia generale sara’ l’unico pezzo pregiato da sacrificare sul mercato. Mancini ha provato a rilanciarlo a Manchester, dove si e’ parlato molto di Balotelli per i fuochi d’artificio in casa, le decine di multe, le serate con le ragazze, e meno per i suoi gol.

Eppure alcune sue prodezze sono stati pesanti: la doppietta nello storico 6-1 contro lo United (un tifoso dei Reds lo ha salutato urinando sullo sportello della sua Bentley Camouflage) e l’assist per il gol decisivo che ha regalato al City la Premier dopo 44 anni. Ma e’ gia’ il passato. Ora Balotelli è a Milano, in rossonero, da oltre un anno ma la musica non sembra cambiata.

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