Da Maradona a Balotelli, lacrime a forma di pallone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 febbraio 2014 14:43 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2014 14:44
Da Maradona a Balotelli, lacrime a forma di pallone

Da Maradona a Balotelli, lacrime a forma di pallone

ROMA – Lucciconi, come quelli di un bambino al quale sia sfuggito l’aquilone. Lacrime a forma di pallone, che umanizzano persino i campioni superpagati del calcio, rigando i loro volti. Ieri sera è toccato a Mario Balotelli lasciarsi andare al pianto dopo la sostituzione nel finale di Napoli-Milan, nascosto dietro la giacca per diversi minuti con le telecamere puntate addosso.

Sia stata frustrazione, delusione, dispiacere, l’attaccante della nazionale ha sfogato così i suoi sentimenti, come fece due anni fa dopo la finale dell’Europeo persa 4-0 dall’Italia contro la Spagna, accasciato in mezzo al campo mentre le Furie Rosse esultavano. D’altra parte, al di la’ del conto in banca, vincente per tutti, c’e’ sempre uno sconfitto che deve elaborare il lutto sportivo.

Chi non ricorda Diego Maradona a Italia ’90, quando dopo la finale persa con la Germania (rigore inesistente trasformato da Brehme) scoppio’ in un pianto disperato inutilmente consolato dal ct Bilardo. Un po’ come fece l’Italia di Arrigo Sacchi con Franco Baresi, che proprio non riusciva a darsi pace dopo i rigori che assegnarono il titolo iridato del 1994 al Brasile.

Nel 1950 a piangere invece erano stati i brasiliani, un intero stadio da duecentomila posti, e i giocatori in campo, prima che si ritrovasse in preda alla tristezza una nazione intera: troppo bruciante era stata la sconfitta al Maracana’ contro l’Uruguay nel match decisivo dei Mondiali. Dopo una finale mondiale pianse a dirotto anche David Trezeguet, per aver sbagliato il penalty decisivo nel 2006 contro l’Italia.

Proprio lui che sei anni prima aveva segnato il ‘golden gol’ nella finale degli Europei contro gli azzurri, e anche li’ ci furono pianti ma non certo da parte dei ‘bleus’. Pianse a lungo anche Bobo Vieri, dopo i rigori della sfida tra francesi e azzurri dei Mondiali del 1998. A cercare di consolarlo, Zinedine Zidane. Strappacuore e’ stato il pianto di John Terry dopo la sconfitta ai rigori del Chelsea nella finale di Champions League 2008 a Mosca contro il Manchester United: il capitano aveva fallito il penalty decisivo, scivolando sull’erba fradicia. E a dirotto, tanto da commuovere l’arbitro Collina, pianse anche Sammy Kuffour del Bayern Monaco dopo che i tedeschi erano stati beffati dallo United nella finale di Champions del 1999.

Lacrime, e molte, anche per Cristiano Ronaldo, dopo che il suo Portogallo fu clamorosamente battuto dalla Grecia nella finale di Euro 2004 a Lisbona. Ma lo sport, come la vita, toglie e da’: lo sa bene anche un altro Ronaldo, il Fenomeno, che il 5 maggio 2002 pianse a dirotto per lo scudetto buttato via dall’Inter contro la Lazio e due mesi dopo fu il trascinatore del Brasile alla conquista del quinto titolo mondiale. L’aquilone del bambino di Rio era tornato, e aveva i colori dell’iride.

Il pianto in panchina di Balotelli ieri ricorda anche quello di Philippe Mexes nel finale di Roma-Samp dell’aprile 2010, quando due giocate di Pazzini trasformavano il sogno scudetto giallorosso in un incubo gia’ vissuto ai tempi di Roma-Liverpool – allora a sciogliersi in lacrime fu Bruno Conti – o Roma-Lecce.